Galeone riconcilia con il bel calcio

FERRARA.La retrocessione in C segna anche la disaffezione del pubblico. La società non gode ottima salute; la squadra è di scarso livello, prima Salvemini (poi esonerato) quindi Seghedoni non fanno vedere buon calcio. La Spal si salva a stento solo grazie agli innesti autunnali, in particolare quelli dell'ottimo bomber Galluzzo, di Gustinetti e di Ferretti. Per il resto solo qualche promessa da parte dei giovani (Pavani, Brandolini, Artioli, Bardi), quasi tutti poi non adeguatamente valorizzati e colpevolmente ceduti. La crisi è profonda, serve una ventata di rinnovamento. Il club richiama Cesare Morselli come diesse, ed il manager affida la panchina a Giovanni Galeone. Napoletano di nascita ma friulano di adozione e residenza, ex centrocampista dell'Udinese, 42 anni, è allenatore sconosciuto alla piazza. Ha fatto la gavetta con Pordenone, Adriese, Cremonese, Sangiovannese e Grosseto, oltre che con i giovani dell'Udinese dove ha dato spettacolo con la Primavera. La vecchia squadra viene smantellata, Galeone ottiene i giovani pupilli Siviero e Trombetta ed arrivano giocatori di qualità come Pighin, Lamia Caputo, De Gradi e Bresciani, cui a novembre si aggiungerà anche Franco Pezzato. Galeone sa di calcio, è personaggio atipico ed affascinante, non esita a lanciare i giovani (impone Pregnolato, con successo), trova una quadratura alla squadra dandole un gioco e facendola crescere progressivamente. Il derby di Bologna rappresenta un avvenimento particolare sia perchè viene proposto per la prima volta dopo l'ultima stagione di A nel 67/68 (e naturalmente dopo l'andata a Ferrara), sia perchè la Spal è a -4 dai rossoblù e lotta per la promozione. La Spal è reduce da dieci risultati utili di fila (quattro vittorie) e seguita da 5.000 tifosi. I biancazzurri giocano bene ma perdono 1-0, penalizzati dall'infortunio a Trombetta e da un netto rigore (fallo dell'ex Franco Fabbri su Ferretti) negato dall'arbitro. La speranza di tornare in B svanisce, ma la Spal di Galeone entra nel cuore dei ferraresi. E, paradossalmente, lo farà ancor più l'anno dopo. In estate i biancazzurri perdono pedine importanti come Pezzato e Pighin che annunciano l'addio al calcio, Burgato che non si riesce a riscattare e l'ottimo difensore Sivieri che non recupera dal grave infortunio al ginocchio della stagione precedente. La società, che economicamente naviga in acque sempre più agitate, non trova sostituti all'altezza, ed il centrocampista Peressotti (pupillo di Galeone all'Udinese) non riuscirà a 'sfondare". Galeone non si scoraggia, lancia il baby Angelini al centro della difesa ed il ragazzo lo ripaga. L'avvio è però traumatico e dopo lo 0-3 col Brescia alla sesta giornata Galeone è esonerato. Arriva Danova, ma tutto precipita. Squadra e pubblico reclamano a gran voce il ritorno di Galeone, ottenendolo. La situazione è disperata. Nulla è facile, epperò inizia la grande rimonta. De Gradi è l'anima della squadra, Bresciani segna pochi ma fondamentali gol (su tutti quello di Vicenza), lo spirito è eccezionale e vince anche la jella (Angelini si rompe un ginocchio). Il 3-1 al Rimini di Sacchi è un capolavoro e di fatto vale la salvezza, pur maturata all'ultima giornata grazie al pareggio interno dello Jesi col Brescia mentre la Spal perde a Piacenza. La salvezza è una vera e propria impresa e suggella il legame tra la squadra e la città. Galeone ha questo merito e resta per il terzo anno alla guida dei biancazzurri. Ne riparleremo.