La lotta per la serie A è un sogno che dura poco


FERRARA. Trionfalmente tornata in serie B alla guida di Mario Caciagli, la Spal affronta la stagione 73/74 col 'sor Mario" confermatissimo in panchina. La squadra subisce pochi ritocchi, visto che al telaio della promozione viene aggiunto un solo titolare: lo stopper Colzato.
Si tratta di un giovane (21 anni) difensore molto quotato, arrivato dal Parma. L'organico viene completato dal 20enne centrocampista Mauro Rufo, prelevato dal Cassino. E arriva anche Danilo Pelliccia, 23enne attaccante umbro. La stagione inzia con tre pareggi, e dopo la netta sconfitta di Ascoli ecco la prima vittoria: 1-0 interno al Brindisi, gol di Pezzato. Da fine novembre la Spal prende a volare: tredici risultati utili consecutivi, di cui sei vittorie (quattro di fila) fanno sognare la serie A ma Caciagli e Mazza frenano e parlano solo di obiettivo-salvezza. Alla luce dei fatti avranno ragione loro: il girone di ritorno è meno brillante. Il torneo termina con cinque sconfitte in sei gare, e ciò lascia il segno. Mazza decide infatti di rinnovare profondamente la squadra che affronterà la stagione 74/75. Vengono ceduti molti big: Marconcini al Perugia, Vecchiè al Brindisi, lo stesso Colzato (resa in fondo inferiore alle attese) va al Brescia, Donati approda in serie A con la Ternana, partono anche Rinero e Goffi. Arrivano due nuovi portieri, Zecchina e Grosso, i terzini Leban e Reggiani, il difensore Lievore, lo stopper Gelli, la mezzala Luchitta, il centravanti Paina, il tornante italo-inglese Sartori, i giovani centrocampisti Piacenti e Manfrin, e torna dal prestito al Bellaria il mediano Fasolato. Una rivoluzione. Tre vittorie di seguito illudono; poi, una serie di otto gare senza successi porta all'esonero - doloroso - di Mario Caciagli, dopo lo 0-1 interno con l'Arezzo. Gli subentra Guido Capello, responsabile del settore giovanile. La Spal si riprende lentamente, tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera cinque vittorie consecutive le consegnano di fatto la salvezza. Pelliccia fa il suo (in contropiede è micidiale), Sartori non brilla perchè non è un'ala, Paina si rompe il tendine d'Achille a Brindisi, Manfrin è la rivelazione più bella. Nel 75/76 partirà titolare. Mazza ha ceduto Mongardi all'Atalanta e Croci al Genoa, dando via libera ai deludenti Luchitta e Leban. Sartori va al Benevento in cambio di Salvatore Cascella, Luciano Aristei (dal Taranto) rileva Mongardi, Ciro Pezzella è un jolly per difesa e mediana, il difensore Di Cicco trova più spazio. E' una Spal d'attacco, brillante, tecnica. Dà spettacolo in Coppa (a San Siro viene scippata dal Milan) e dopo un difficile avvio di campionato si giova degli acquisti ottobrini: Ottavio Bianchi a centrocampo, Roberto Prini in difesa. La Spal cresce, a Natale Pinardi rileva Petagna ma dura poco e torna Capello. Pur con qualche alto e basso i biancazzurri possono lottare per la serie A, ma alla fine non ce la fanno. Con il super Genoa salgono Catanzaro (36 gol) e Foggia (28): la Spal ne segna 40! Pezzato ne fa 11, Paina 9, Cascella e Aristei 5, Manfrin 4. Di che alimentare più di un rimpianto. Ma va detto che dal 1969 a oggi (ovvero nel 2006) nessuna Spal ha fatto meglio di quella, piazzatasi 7ª in B con 40 punti all'attivo. Sarebbe stata la base per cercare la serie A, ma il ribaltone societario dell'estate 1976 fa precipitare situazione e squadra. In serie C.
(6, continua)

Paolo Negri