Per «Fondo Tesoro» c'è un futuro pubblico

VOGHENZA.In Italia la ricchezza archeologica realmente conosciuta è meno del 5% rispetto a quella esistente; il Comune di Voghiera desidera, nel suo piccolo, invertire la tendenza con il recupero di 'Fondo Tesoro", nel centro di Voghenza, la cui potenzialità fu anticipata dai reperti trovati, negli anni '50, da Nereo Alfieri. Oggi, dopo 4 anni d'impegno dell'amministrazione comunale, 'Fondo Tesoro" può diventare di proprietà pubblica e nel Bilancio 2006 sono previsti 10.000 euro per i primi interventi.
«Fondo Tesoro - spiega l'assessore Ottorino Bacilieri - è un appezzamento di terreno, dietro il Teatro di Voghenza, che negli anni '80 doveva essere lottizzato per edilizia urbana; il nome deriva dal fatto che, prima della seconda guerra mondiale, chi zappettava trovava sempre delle monete romane, facendo pensare che il terreno nascondesse un tesoro».
Bacilieri sottolinea che «alla fine degli anni '70, l'allora amministrazione comunale voleva far costruire in quest'area, di 12.500 metri quadri e di proprietà della Sure Immobili, delle case, ma l'operazione fu bloccata dalla Sovrintendenza che, vincolando l'area, dispose saggi di scavo all'inizio degli anni '80».
Bacilieri ricorda che «fu ritrovata una necropoli Bizantina, con 67 tombe, risalente all'era paleocristiana, quando a Voghenza v'erano ancora i Vescovi. Fondo Tesoro - dice Bacilieri - è un 'libro all'incontrario", perché, sotto la necropoli Bizantina si trovano le case romane, i cui proprietari sono stati trovati nella necropoli romana, risalente all'età imperiale, I-II sec. d.C.; sotto lo strato imperiale sono stati scoperti reperti d'età repubblicana, II sec. a.C.; poi - continua Bacilieri - fu evidenziata una Fornace di laterizi, con mattoni intatti, risalente all'età rinascimentale. Quindi, in un ettaro di terra e sotto due metri di terra sono documentati 1000 anni di storia, dal II sec. a.C. all'VIII sec. d.C.. Fondo Tesoro è un ricco scrigno contenente preziosità archeologiche ancora tutte da scoprire; i reperti trovati nei saggi di scavo si trovano in parte nel nostro museo civico ed altri nel museo archeologico nazionale di Ferrara, tra cui un raro diploma militare in bronzo attestante la cittadinanza romana di un militare della flotta di Ravenna e anche un bronzetto raffigurante Hermes-Mercurio, di cui se n'è trovato uno simile a Catoro, presso Umago, in Istria».
Gli ultimi scavi risalgono al 1989: «La Sure falli e il terreno fu completamente abbandonato; poi Fondo Tesoro è pervenuta ad un'immobiliare di Bologna, che è disponibile a donare il terreno al Comune, a condizione di poter costruire in un piccolo lotto, già svincolato dalla Sovrintendenza: una villetta su mille metri quadri, dando gli altri 11.000 al Comune». (v.m.)