05 febbraio 2006 —
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sezione: Attualità
ROMA. Finale a sorpresa, orchestrato da Guido Rossi, per lOpa su Bnl. Dopo lulteriore bocciatura di Bankitalia, laltro giorno, listituto bancario romano non sarà scalato da Unipol, ma dai francesi di Bnp Paribas ai quali il gruppo assicurativo delle Coop ha venduto le quote Bnl ottenendone soldi e unesclusiva di cinque anni per i prodotti assicurativi di Bnl Vita, fondi pensione compresi. Una enorme operazione finanziaria conclusa in fretta, senza troppi intermediari, gradita al mercato e al mondo bancario, compresa Bnl. Meno soddisfatti gli ambienti politici del centrodestra. La Lega non gradisce larrivo degli stranieri. Forza Italia non apprezza la scelta industriale di Unipol di concentrarsi sullattività assicurativa. Avrebbero preferito vederla uscire di scena. I termini dellaccordo fra Parigi e Bologna sono semplici. Unipol vende ai francesi il 14,67 per cento di Bnl, in cambio ne avrà 1,321 miliardi di euro, con un guadagno di 81 milioni di euro rispetto a quanto speso finora e, con il 51% del capitale, il controllo di Bnl-Vita.
In più, per cinque anni, Unipol avrà unesclusiva per distribuire, attraverso gli sportelli Bnl, i propri prodotti assicurativi. Per garantirsi la solidità dellalleanza Bnp Paribas avrà il 4,5 per cento di Holmo, la società che detiene Finsoe attraverso la quale controlla direttamente Unipol. Tutte decisioni ratificate ieri dai consigli damministrazione.
LOpa su Bnl, imposta dalle legge, la farà Bnp Paribas. Ma questo non spaventa Luigi Abete, presidente della Bnl, vicino alla Margherita. Sarà unOpa non ostile, con molti soggetti già pronti a vendere: gli spagnoli del Bbva, in corsa da mesi per la scalata, cederanno la loro quota del 14,7%. Pronta a uscire a vantaggio dei francesi anche Generali, detentrice del 8,7% di Bnl. Potrebbe guadagnarci anche lHopa, ex holding di Chicco Gnutti. Possiede il 4,9% di Bnl. Vendendolo ai prezzi offerti dai francesi potrebbe guadagnare dai 54 ai 50 milioni di euro. Ogni decisione, fanno sapere da Brescia, sarà comunque presa dopo aver concluso la trattativa per luscita da Olimpia, la società di controllo di Telecom Italia.
Per Bnl i francesi metteranno in campo 2,925 milioni di euro. Un prezzo superiore a quello fissato per lOpa Unipol e questo non potrà che portare vantaggio sia alla banca di Via Veneto che agli investitori, sottolinea lex presidente della Consob Luigi Spaventa.
In più, Bnp Paribas si impegna a rispettare le scelte strategiche e il management di Bnl in modo da «valorizzarne le esperienze in unottica di respiro internale» ha dichiarato con soddisfazione il presidente Abete.
Altri toni negli ambienti politici. Il centrosinistra non commenta e non «giudica», come ha detto il presidente dei Ds Massimo DAlema. Il centro destra condanna. «Con Bnl un altro pezzo del sistema finanziario italianao passa sotto la colonizzazione transalpina. Beccatevi i francesi e poi non lamentiamoci se lItalia perde competitività»: è il lapidario giudizio del ministro del Welfare Roberto Maroni, leghista, in sintonia con lex presidente della Repubblica Francesco Cossiga. «E ora aspettiamoci unopa sullItalia», ha ironizzato Cossiga.
Anche per Fabrizio Cicchitto, Forza Italia, lesito della vicenda è da interpretare come il segnale della «debolezza dellItalia». Decisamente contrario Valerio Carrara, sempre Forza Italia, che scopre le carte. Non gradisce che Unipol diventa così «il più grande gruppo assicurativo del nostro paese con al suo interno unimportante presenza sullintero territorio nazionale di sportelli bancari. Ciò dimostra come, prima della seconda bocciatira di Bankitalia, il gruppo emiliano già di fosse accordato con i francesi. Hanno chiuso la porta ma la finestra era socchiusa». Il riferimento di Carrara è ai 241 sportelli di Unipolbanca attivi in 16 regioni e 152 città.
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Lucia Visca