Bufera sugli spot anti Islam

'Islamizzati o terrorizzati. Fermiamoli!". Lo spot è firmato Lega Nord dell'Emilia Romagna, si è già guadagnato nei giorni scorsi una denuncia da parte della Iadl (Islamic Anti-Defamation League) per istigazione all'odio razziale e religioso, vilipendio della religione e diffamazione e - nonostante la richiesta a tutti i sindaci della regione di revocare il permesso di affissione - campeggia ancora anche a Ferrara almeno in un paio di punti della città: in via Piangipane e in via Canapa, poco lontano dal campo scuola.
Il manifesto, di notevoli dimensioni, è 'corredato" dall'immagine di un gruppo di musulmani in preghiera affiancato da una corda che sta paurosamente bruciando, a mo' di miccia. Accanto, l'ormai nota effige-simbolo del Carroccio: Alberto da Giussano con spada sguainata su sfondo verde-padania. La campagna, tutta emiliano rimagnola, ha profondamente indignato un'altra Lega, quella anti-diffamazione dell'Islam. Che alle parole di biasimo ha fatto seguire le azioni legali, con una denuncia depositata presso il tribunale di Bologna a carico del segretario nazionale Umberto Bossi, del deputato Massimo Poliedri e dei tre consiglieri regionali Parma, Manfredini e Corradi. «È un'iniziativa della Lega Nord regionale, so che un paio di manifesti sono stati esposti anche qui a Ferrara», si limita a confermare il segretario provinciale del Carroccio Giovanni Cavicchi.
Lanciata con tanto di conferenza stampa a metà dicembre, la campagna leghista si avvale anche di spot radio. Alle accuse di razzismo il consigliere regionale Manfredini ha replicato rivendicando «la libertà di pensiero, di coscienza e di parola esistenti in uno Stato democratico come il nostro». «Non si è mai vista una campagna più imbarazzante dal punto di vista politico nè più allarmante da quello penale - ha ribattuto l'ufficio legale della Iadl - Non si può confrondere la libertà di espressione con il libertinaggio killer». «Sono frasi inammissibili e ripugnanti - ha aggiunto Dacia Valent, responsabile del lobbyng della Iadl - Questa non è campagna elettorale, è istigazione all'odio per i musulmani».
Alessandra Mura