01 dicembre 2005 —
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Provincia
ARGENTA. Un modo inusuale di intendere lo spazio, i gesti quotidiani, il rapporto con gli altri. Inusuale, almeno per una persona vedente. Del tutto usuale, invece, per chi è non vedente. La Coop Sociale La Pieve che da anni opera con persone socialmente disagiate e portatori di handicap sta organizzando una cena al buio. Uniniziativa divertente, ludica, per sensibilizzare ad un tipo particolare di handicap come la cecità.
Ma che cosè la cena al buio? E prima di tutto una sfida, un gioco, un modo nuovo di gustare il cibo e di stare in compagnia. Ma anche un modo per capire i disagi che provano i non vedenti. Seduti attorno ad un tavolo vicino ad amici e persone ancora da conoscere in una stanza completamente al buio, dove per una sera la vista non sarà protagonista ma, saranno esaltati gli altri sensi: gusto, olfatto, udito, tatto. Una cena-gioco dove sarà divertente fare gesti quotidiani come versarsi da bere, usare forchetta e coltello, portare il cibo alla bocca, oppure riconoscere oggetti familiari quali piatti, bottiglie, bicchieri, ma in una dimensione completamente diversa, scambiandosi le impressioni e le inevitabili risate con i nostri vicini.
Il buio come valore, come occasione per liberarsi dai condizionamenti delle apparenze e lasciare spazio allessere della persona. Complici della serata saranno camerieri non vedenti che muovendosi a proprio agio nelloscurità diventeranno gli angeli custodi dei partecipanti.
Organizzata dalla Coop Sociale La Pieve, la cena al buio si svolgerà venerdì 16 dicembre (solo ad invito) e sabato 17 dicembre (aperta a tutti, prenotazioni e informazioni al numero 333-6468534) allOstello di Campotto di Argenta che la stessa cooperativa gestisce direttamente da qualche anno. Il costo della serata sarà di 25 euro; il menù prevede piatti della tradizione. «E non pensate - avvertono gli organizzatorei - di portare accendini, pile o cellulari». (m.c.)