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A tavola per capire la cecità

 ARGENTA. Un modo inusuale di intendere lo spazio, i gesti quotidiani, il rapporto con gli altri. Inusuale, almeno per una persona vedente. Del tutto usuale, invece, per chi è non vedente. La Coop Sociale La Pieve che da anni opera con persone socialmente disagiate e portatori di handicap sta organizzando una “cena al buio”. Un’iniziativa divertente, ludica, per sensibilizzare ad un tipo particolare di handicap come la cecità.
 Ma che cos’è la “cena al buio”? E’ prima di tutto una sfida, un gioco, un modo nuovo di gustare il cibo e di stare in compagnia. Ma anche un modo per capire i disagi che provano i non vedenti. Seduti attorno ad un tavolo vicino ad amici e persone ancora da conoscere in una stanza completamente al buio, dove per una sera la vista non sarà protagonista ma, saranno esaltati gli altri sensi: gusto, olfatto, udito, tatto. Una cena-gioco dove sarà divertente fare gesti quotidiani come versarsi da bere, usare forchetta e coltello, portare il cibo alla bocca, oppure riconoscere oggetti familiari quali piatti, bottiglie, bicchieri, ma in una dimensione completamente diversa, scambiandosi le impressioni e le inevitabili risate con i nostri vicini.
 Il buio come valore, come occasione per liberarsi dai condizionamenti delle apparenze e lasciare spazio all’essere della persona. Complici della serata saranno camerieri non vedenti che muovendosi a proprio agio nell’oscurità diventeranno gli “angeli custodi” dei partecipanti.
 Organizzata dalla Coop Sociale La Pieve, la “cena al buio” si svolgerà venerdì 16 dicembre (solo ad invito) e sabato 17 dicembre (aperta a tutti, prenotazioni e informazioni al numero 333-6468534) all’Ostello di Campotto di Argenta che la stessa cooperativa gestisce direttamente da qualche anno. Il costo della serata sarà di 25 euro; il menù prevede piatti della tradizione. «E non pensate - avvertono gli organizzatorei - di portare accendini, pile o cellulari». (m.c.)