28 novembre 2005 —
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sezione: Attualità
ROMA. Per non ingrassare la prima regola è dormire bene, infatti lesinando ore preziose al riposo notturno lago della bilancia si impenna perchè lormone spezza-appetito (leptina) subisce un crollo brusco del 30%. E sarebbero 9 milioni gli italiani a rischio sovrappeso per colpa delle notti insonni, secondo gli specialisti riuniti per il XV Congresso nazionale dellAssociazione di Medicina del Sonno organizzato dal Policlinico e Università di Tor Vergata e Fondazione S.Lucia.
Linsonnia dà un aiuto decisivo alla sempre più diffusa tendenza al sovrappeso: negli ultimi 10 anni infatti lindice di massa corporeo medio è aumentato di un punto e mezzo, mentre si è passati dalle 8-9 ore di riposo notturno registrate negli anni 90 alle 6-7 ore per notte dormite in media oggi. La stretta correlazione fra le ore di sonno e laumento di peso corporeo è confermata anche da una ricerca del Dipartimento di Medicina Interna dellUniversità di Chicago su 1000 persone: nei soggetti costretti a dormire 4-6 ore al giorno già dopo una settimana cresce inesorabilmente la voglia di mangiare. E in più dormire poco innesca un pericoloso circolo vizioso: i chili che aumentano vanno a pesare anche sulla qualità del sonno, avverte Maria Grazia Marciani. Si calcola che il 50% delle donne e l80% degli uomini con problemi di obesità si trovano ben presto alle prese con disturbi respiratori notturni che compromettono il sonno. «Non dormire mai abbastanza fa saltare gli equilibri del nostro metabolismo» insiste lesperta. E non bisogna illudersi di poter recuperare il sonno perso di notte con pennichelle e pisolini diurni, perchè il riposo notturno è quello più importante per garantire un corretto assetto ormonale, che dipende in larga misura dallalternanza luce/buio e veglia/sonno». Modificare i ritmi e le abitudini può pregiudicare la produzione di ormoni come melatonina, cortisolo o anche leptina, lormone spezza-fame, e la grelina, che invece aumenta lappetito, aggiunge Luigi Ferini Strambi. La carenza di sonno incide poi sulla regolazione della glicemia aprendo la strada allo sviluppo del diabete; senza contare gli effetti delle notti insonni su umore e capacità lavorativa. Due-tre ore di sonno in meno ogni notte per appena una settimana comportano infatti pesanti ripercussioni sul tono dellumore e sulla possibilità di condurre una vita normale e produttiva. Un italiano su tre si trova prima o poi a fare i conti con insonnia occasionale e per il 15% della popolazione il problema diventa cronico, ovvero persiste per oltre un mese presentandosi almeno tre notti a settimana, esponendo a rischi rilevanti per la salute. «Purtroppo solo un terzo dei pazienti con insonnia si rivolge al medico di famiglia e appena il 15% decide di sottoporsi a una visita dal neurologo», rileva la Marciani. Si assiste al paradosso di pazienti insonni che non si curano e altri che assumono medicine anti-insonnia per anni senza un reale bisogno. Una terapia adeguata è invece fondamentale per riavere notti tranquille ed evitare di accumulare chili. E poi ci sono semplici ma preziosi consigli, concludono gli esperti: coricarsi a ore regolari la sera e alzarsi sempre alla stessa ora al mattino; non recuperare il sonno con sonnellini pomeridiani; svolgere moderato esercizio giornaliero, ma non nelle ore precedenti il sonno; non dormire in ambienti rumorosi, troppo caldi, troppo freddi; non assumere cronicamente pillole per dormire nè caffè, tè, e alcolici la sera; andare a letto solo se si ha sonno.