Sulla città decine di bombardamenti

La bomba d'aereo che viene recuperata e fatta brillare oggi è la testimonianza delle decine di bombardamenti che gli aerei anglo-americani effettuarono su Ferrara a partire dal 29 dicembre 1943. Bombardamenti che causarono gran parte delle 1.071 vittime civili che Ferrara ha perso nell'insensata guerra voluta dal fascismo. Come scrive Giorgio Gandini nel suo libro «Ferrara sotto le bombe», edito dal Comune nel 1999, monsignor Valeriani, parroco di Santa Francesca Romana, in via XX Settembre, annoterà religiosamente nel suo diario l'elenco di tutti i bombardamenti alleati e sarà al fianco dei suoi parrocchiani fino alla fine della guerra. Il 29 dicembre 1943 (data del primo bombardamento) scrive: «Alle 12.30 suona la sirena: in pochi ci fanno caso. Io ero a pranzo. Quando, ormai finito di mangiare alle 13.30, si fanno sentire alcuni scoppi. Corro nel campanile e sento il sibilo delle bombe che cadono a cento metri di qui. Il portone del cortile viene scardinato e cade pesantemente e con fragore...». I ferraresi uccisi nel primo bombardamento saranno, purtroppo, ben 312. Poi ci furono altre decine e decine di bombardamenti, fra i quali quello sanguinoso del 28 gennaio 1944, proprio sul Duomo di Ferrara. Gli aerei alleati puntavano soprattutto sulla stazione e sulla linea ferroviaria, sulla zona produttiva e sul ponte di Pontelagoscuro: a «bonificare» le decine di bombe inesplose vennero inviati i detenuti del carcere di via Piangipane.