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Il primo lotto pronto entro il 2007

 «E’ vero, i tempi sono stretti ma ci sono le condizioni per avere l’ospedale entro il 2008». Marino Pinelli, responsabile del progetto Cona, sa che dovrà far marciare l’appalto a tutto vapore per mandare in pensione il S. Anna in poco più di tre anni. Una clausola contrattuale, però, prevede l’apertura di un primo lotto di 450 posti letto entro 400 giorni dall’apertura del cantiere, cioè entro il 2007. Ma probabilmente sarà attivata solo in caso di gravi ritardi: aprire una parte del “polo” senza trasferire l’intero ospedale porrebbe problemi di raccordo con l’attuale S. Anna.
 Pinelli spera che «entro metà ottobre» la commissione che sta valutando l’offerta presentata dal consorzio Ccc concluda l’esame del carteggio e questa è una delle tre variabili che incideranno sui tempi. Le altre due dipendono dall’ottenimento delle relative autorizzazioni e concessioni e dall’esecuzione finale dei collaudi.
 Il vecchio cantiere Costruttori, sospeso dopo il crac della cooperativa e messo in sicurezza dal consorzio Ccc, è stato riconsegnato a luglio 2005 all’azienda S. Anna mentre venerdì scorso la ditta Vittadello di Limena (Pd) ha reso le chiavi del blocco Malattie infettive, fresco di collaudo. Se il consorzio Ccc, che rappresenta l’associazione temporanea di imprese costituita fra l’altro da diverse ditte ferraresi (Sinteco, Sintexcal, Sarti Giuseppe & C., Tubi, Dalva, Bertoncelli, Step, Uteco, Hera, Petrolifera estense, Cidas e Copma) si aggiudicherà la gara in corso il fabbricato oggi visibile sarà ampliato con nuovi moduli (manca un buon 30%), compresa tutta la parte destinata a didattica e ricerca, in pratica la facoltà di Medicina.
 Attualmente il cantiere - come hanno spiegato ieri il direttore generale dell’azienda S. Anna Riccardo Baldi, il responsabile del progetto Cona Marino Pinelli, il dirigente dell’Ufficio tecnico Asl-S. Anna Livio Alberani e la consulente architetto Anna Ricciarelli durante un incontro sul campo con gli operatori dell’informazione - si presenta ultimato e rifinito in alcune sue parti e ancora al grezzo in altre (ad esempio al piano terra). L’apertura del nuovo ospedale, ha annunciato Baldi, porterà anche nuovi investimenti: 9-10 milioni da spendere in nuove attrezzature radiologiche.
 Quattro i piani in cui si distribuiranno personale, strutture, impianti e servizi: a terra verranno probabilmente concentrati gli ambulatori e gli uffici di accettazione dell’utenza, al primo e secondo piano le degenze e i servizi extrasanitari per il pubblico (edicola, banca, self service, bar etc.), al terzo le 18 sale operatorie, le 4 day surgery (ambulatori destinati all’attività chirurgica), le 3 sale parto e il blocco delle terapie intensive, subintensive e rianimazione (oltre 70 posti letto, quasi il doppio della dotazione attuale). «Si tratta di indicazioni di massima - hanno spiegato Baldi e Pinelli - che potrebbero essere modificate dalla ditta aggiudicataria al momento della redazione del progetto esecutivo, se ci sarà la convenienza. Il vincolo che abbiamo posto è di non demolire nulla, salvo i passaggi di collegamento».
 Il nuovo ospedale da 860 posti letto (670 per degenza ordinaria, 75 per terapia intensiva, 75 in day hospital, 40 per attività libero-professionale) più 15 posti per il Servizio psichiatrico, 12 per l’Hospice e 28 poltrone per la dialisi, sorgerà in un’area che con l’acquisizione di alcune zone confinanti avrà un’estensione di oltre 40 ettari. Il costo complessivo delle opere sarà di 208 milioni: quasi 70 sono già stati spesi per i fabbricati esistenti, gli altri 139 milioni l’azienda conta di reperirli attraverso i fondi promessi dall’Inail (circa 61 milioni per ora “garantiti” al sindaco ma non ancora sicuri che saranno coperti in caso di flop da mutui autorizzati dalla Regione), la vendita di una parte dell’attuale S. Anna all’Asl (10.3 milioni), mutui (19.8) e finanziamenti regionali (6.2). I 42 milioni che mancano li metterà il sistema di imprese che acquisirà l’appalto: eseguirà opere per circa 97 milioni ma potrà gestire i servizi non sanitari per 30 anni percependo 23 milioni di euro l’anno. I valori potrebbero cambiare al ribasso nel momento in cui si conoscerà l’offerta economica presentata dal consorzio ammesso alla gara. Uno degli aspetti da valutare per un appalto di questo tipo (progettazione, concessione e gestione) è il costo-tariffe. L’impresa concessionaria potrebbe approfittare della sua posizione di “monopolio contrattuale” per imporre prezzi esosi. «Sarà pagato il prezzo di mercato - ha spiegato Pinelli - per 9 anni verrà applicato l’incremento Istat, dopo ci sarà un valore di riferimento ricavato dai costi medi praticati in regione. Le spese dell’investimento non potranno essere trasferiti sulle tariffe».
 L’azienda aggiudicataria potrà offrire anche altre prestazioni compatibili con la funzione ospedaliera (ristorante, foresteria, acconciatori, etc.). Tra i servizi previsti c’è una novità: l’asilo nido per i figli del personale e, a completamento della capacità di ricezione, per gli esterni. «La ditta che eseguirà le opere - ha aggiunto Pinelli - avrà tutto l’interesse a concludere prima perchè solo ad opere finite potrà iniziare ad incassare il corrispettivo pattuito per la gestione dei servizi no-core».