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Ecco come si vedono le studentesse

 L’universo adolescenziale è estremamente sfaccettato, in continua evoluzione. Fotografarlo non è semplice, ma è uno sforzo che va fatto per capirne le esigenze. Ed è quello che hanno cercato di fare l’Osservatorio adolescenti del Comune di Ferrara e lo Spazio Giovani dell’Asl con l’indagine «Giovani donne a confronto», partita nel 2004 durante Era Eva, l’anno tematico dedicato alle donne.
 Una analisi sia quantitativa, mirata quindi a ricavare un quadro complessivo, che qualitativa, volta cioè ad approfondire i dati emersi, sulla condizione femminile fra i 14 e i 24 anni. 300 ragazze di cinque istituti superiori ferraresi hanno risposto ad un questionario su temi fortemente attuali: il rapporto fra aspetto fisico, autostima e il modo in cui ci vedono gli altri; la sessualità e i rapporti di coppia; le relazioni all’interno della famiglia d’origine; le differenze di genere e le relazioni interpersonali. In seguito gli stessi argomenti sono stati approfonditi e discussi nei focus group, ognuno dei quali era composto da 8/10 ragazze guidate da esperte dell’Osservatorio adolescenti e dello Spazio giovani. «Anche se il campione non è rappresentativo, la ricerca è molto significativa -ha detto il dirigente del servizio Sport-Giovani del Comune Carlo Benassi- Ne presenteremo i risultati il 1 giugno presso il Ridotto del teatro Comunale (9/12:30), e nella stessa occasione vorremmo incrociare questi dati con un quelli di un’altra indagine che stiamo portando avanti sulle donne fra i 55 e i 69 anni». «Giovani donne a confronto» è una ricerca «sulla parte più relazionale e intima della vita delle ragazze -spiega l’assessore alle Politiche Giovanili Mascia Morsucci- che ha messo in luce aspetti molto utili per le istituzioni locali, i responsabili delle associazioni, i genitori e il volontariato sociale». Aspetti che facilitano il ruolo di ascoltatore empatico che devono avere le istituzioni, ha commentato Alberto Tinarelli, direttore del distretto Ovest dell’Asl, e agevolano «la trasformazione dei servizi sulla base delle esigenze dei cittadini». Come avvenuto in passato, ad esempio, con la scelta di convocare i giovani segnalati per l’uso di cannabis non più presso il Sert, luogo dalle connotazioni un pò troppo forti, racconta Giovanna Tonioli, educatrice del Sert, ma presso la sede del Punto informativo di Area giovani, luogo nel qual i ragazzi si sentono meno criticati e controllati.
Martina Turola