Ricordando Ferenc de Vecsey

FERRARA.Riprende con un altro appuntamento di sicuro interesse l'attività del Comitato per i Grandi Maestri: oggi alle ore 17,30 nel Ridotto del Comunale, infatti, il violinista Vilmos Szabadi (in duo con la pianista Zsusanna Homor) sarà protagonista di un concerto allestito in ricordo di un grande maestro dello strumento: Ferenc de Vecsey. La figura del violinista ungherese Ferenc de Vecsey, uno dei sommi artisti dell'arco, nato a Budapest nel 1893 e morto a Roma nei primi anni Trenta, è oggetto tutt'oggi di una renaissance critica cui il Comitato per i Grandi Maestri vuol dare un contributo fondamentale. Franz von Vecsey - come veniva per lo più chiamato - aveva fatto dell'Italia la sua dimora preferita e abitò a Venezia dal 1925 sino alla morte, nel Palazzo Giustinian dè Vescovi, sul Canal Grande, dove Wagner dimorò nel 1858-59 componendo il secondo atto del «Tristano». Si dice che i gondolieri portassero i turisti sotto le sue finestre per far loro ascoltare il violinista che suonava. Allievo di Jen÷ Hubay- che lo considerava il migliore fra i suoi tanti- era stato «enfant prodige» tanto che nel 1904 a 11 anni di età ebbe l'onore di essere diretto a Berlino da Joseph Joachim nel concerto di Beethoven di cui il violinista Joachim era ritenuto il massimo interprete. Il famoso direttore di orchestra tedesco Hermann Scherchen dichiarò di avere deciso di consacrarsi professionalmente alla musica dopo avere ascoltato il virtuosismo di Vecsey in un concerto nel 1908. Jan Sibelius gli aveva dedicato la versione finale del Concerto per violino e orchestra in re minore op.47 che egli per primo diffuse nelle sale da concerto in tutta Europa negli anni Venti. Il violinista Riccardo Brengola, recentemente scomparso, ricordava cosi Vecsey nel Concerto di Sibelius all'Augusteo nel 1933: «grandissimo violinista, suono bellissimo, tecnica fantastica!». Suo pianista per lunghi anni fu Guido Agosti, con cui esegui memorabili interpretazioni di Sonate di Brahms, Beethoven e Schubert sul suo Stradivari «Berthier», poi passato a Franco Gulli. La sua carriera di grande successo, specie in Europa, fu interrotta solo dalla improvvisa morte a 42 anni di età, per un embolo dopo una operazione di ernia, pochi giorni dopo un trionfale concerto nella Bachsaal di Berlino. E' sepolto a Roma al cimitero del Verano.
Nel concerto di Sabato 21 maggio, a chiusura della stagione 2004-2005 del Ridotto, il più noto violinista ungherese di oggi, Vilmos Szabadi, accompagnato come detto dalla pianista Zsusanna Homor, eseguirà una serie di musiche inedite di Vecsey, caratterizzate da buon gusto ed eleganza tecnica e oggi raccolte nel CD contenente la maggior parte delle composizioni di Vecsey inciso quest'anno dai due artisti per la casa editrice musicale Hungaroton. Il concerto ferrarese replica quello svolto in collaborazione con i Musei Civici Veneziani, nel magnifico Salone da Ballo di Cà Rezzonico a Venezia, la sera precedente.
Athos Tromboni