31 marzo 2005 —
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sezione:
Attualità
ROMA. «La sofferenza del corpo, le immagini lente, sfocate, evocative eppure così nette tanto da diventare un fermo immagine, quasi impossibile in televisione, e quel corpo esibito in un mondo dove tutto è virtuale...E il momento più alto del suo magistero, uno spot, meglio, un messaggio, non voglio usare il linguaggio della pubblicità, un grande messaggio della chiesa cattolica al mondo. E leroismo della sofferenza contrapposto allautodistruzione omicida del kamikaze». Carlo Freccero, immaginifico dirigente televisivo e grande esperto di comunicazione, tra i pochi ad aver avuto esperienze sia in Rai che in Fininvest, finito nella lista nera di Silvio Berlusconi che lo ha estromesso dalla direzione di Raidue e ora in causa con la Rai, è convinto che «lagonia di Giovanni Paolo sia in perfetta sintonia con tutto il suo papato». E che la decisione di viverla in pubblico, con i fedeli e davanti alle telecamere, sia una precisa scelta del Papa, condivisa fortemente dal cardinale Ratzinger e dal vescovo Stanislaw, il più fedele collaboratore di Woityla.
«Mi ha colpito molto limmagine del Papa domemica scorsa. E stata una rottura totale nel flusso della tv».
- Cioè? «Limmagine in televisione non riesce mai ad aver un suo statuto, la tv è lopposto del cinema e dellarte. Tutto scorre e si annulla: i grandi network all news se vogliono fissare un tema devono ricorrere a una testatina, un logo, tipo guerra in Iraq o terremoto. Può capitare con un evento come l11 settembre o le torture di rallentare il flusso. Limmagine di Giovanni Paolo II con la sua sofferenza ha creato un fermo immagine, con la violenza di quella apparizione. Il corpo malato, come quello di Terri».
- Il Papa come Terri?
«In qualche misura sì. Anche la sofferenza di quel corpo fa riflettere. Mette in discussione certezze. Io per esempio sono favorevole alla fecondazione assistita, alleutanasia come scelta. Non sono affatto convinto della decisione adottata nel caso di Terry. Non ci sono prove che quel corpo non stia soffrendo, non siamo in presenza di alcun testamento di quella donna e cè solo il marito a chiedere di staccare la spina. Terri come Giovanni Paolo II per lesibizione di un corpo sofferente, malato, inerte. Un ritorno assoluto alla realtà. Il linguaggio del corpo del resto sta vivendo un periodo significativo anche nel cinema».
- In che senso?
«Million dollar Baby secondo me è la risposta di quel genio di Clint Eastwood a «La Passione di Cristo» di Mell Gibson. E il pessimismo americamo del cowboy contrapposto allottimismo cristiano di Gibson. In entrambi i film in ogni caso al centro della storia cè lesibizione di un corpo, ferito e sconfitto. E come se in una realtà sempre più virtuale luomo si prendesse la sua rivincita mostrando la verità del proprio corpo. Il cinema, come larte, lo può fare costruendo unimmagime. In tv è quasi impossibile che capiti perchè tutto si annulla nel flusso. Giovanni Paolo II invece sembra riuscire a rallentare la velocità del flusso».
- E sicuro che sia una scelta del Papa continuare ad apparire in queste condizioni?
«Sicurissimo. Nessuno come questo papa ha capito che la televisione è molto importante per comunicare. Woityla sa benissimo cosè un messaggio. La sua immagine è fortissima. Giovanni Paolo II non è mai stato un teologo e finora il suo pontificato mi ha interessato dal punto di vista storico. Questo è un momento di altissimo misticismo e resterà nella storia. In una fase di grandi contrapposizioni, con le tre religioni monoteiste impegnate in una dialettica durissima, ogni apparizione del papa in queste condizioni mostra al mondo che esiste unaltra forma di liturgia, opposta a quella tradizionale del Vaticano. Quasi una forma diversa di evangelizzazione».
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Maria Berlinguer