Gli 11 fucilati dai fascisti

Emilio Arlotti,senatore. Senatore nel 1942, dopo la caduta del fascismo, si era ritirato dalla vita politica e si era rifiutato di aderire alla repubblica di Salò. Sospetti e diffidenze erano stati manifestati nei suoi confronti. Considerato un traditore era stato uno dei primi ad essere arrestato nella notte del 14 novembre.
Cinzio Belletti,operaio. Aveva 21 anni e all'alba del 15 novembre 1943 passava in bicicletta nei pressi del Castello per tornare a casa, dopo aver finito il suo turno di lavoro come manovale avventizio presso le Ferrovie dello Stato. Fu fucilato a fianco dell'Auditorium Comunale in via Boldini, forse per eliminare uno scomodo testimone.
Pasquale Colagrande,magistrato. Nato all'Aquila nel 1911, occupava presso la Procura di Ferrara il delicato ufficio di Sostituto. Si era iscritto al partito d'Azione nel 1942. Arrestato nel pomeriggio del 7 ottobre 1943, prelevato dalle carceri all'alba del 15 novembre, fu fucilato presso il muretto del Castello.
Vittore e Mario Hanau,di religione ebraica, erano commercianti di pellami, con bottega in via Canonica. Aiutarono gli ebrei che erano stati catturati nel pomeriggio del 7 ottobre 1943. Arrestati nella notte fra il 14 e il 15 novembre insieme a tanti altri ebrei, vennero fucilati presso il muretto del Castello.
Giulio Piazzi,avvocato. Aderi al movimento Giustizia e Libertà e si iscrisse al partito socialista. Venne catturato il 7 ottobre 1943. Era quindi detenuto quando venne ucciso presso il Castello.
Gerolamo Savonuzzi,ingegnere. L'appartenenza alal partito socialista fu probabilmente la causa del suo arresto all'alba del 15 novembre e la sua uccisione insieme ad Arturo Torboli presso i Rampari di San Giorgio.
Ugo Teglio,figlio del preside del liceo Ariosto, Emilio Teglio, cacciato dalla scuola con le leggi razziali si iscrisse al partito socialista. Venne catturato con il 7 ottobre 1943 ed immesso nelle carceri di via Piangipane, da dove venne prelevato all'alba del 15 novembre e fucilato.
Arturo Torboli,ragioniere. Capo dell'Ufficio ragioneria del Comune. Dopo il 25 luglio 1943 ebbe l'incarico dal Prefetto Federico Solimena di liquidare germinazione fascista. Probabilmente questo fatto contribui a farlo arrestare. Fu fucilato sulle mura dei Rampari di San Giorgio.
Arturo Vita Finzi,rappresentante di commercio. Nato a Ferrara nel 1888. Padre di sei figli. Commerciante che aveva pubblicamente espresso il suo sollievo per la caduta del fascismo, e questa fu forse l'accusa che lo portò ad essere ucciso presso il muretto del Castello Estense.
Mario Zanatta,avvocato. Esponente del Partito d'Azione aveva partecipato, in qualità di fiduciario dello stesso partito, a convegni di carattere nazionale sia a Ferrara che nella Regione. Alla fine di settembre 1943, nel suo studio ebbe luogo il famoso incontro fra esponenti dell'antifascismo con il commissario della Federazione del Pfr: Igino Ghisellini. La partecipazione a quell'incontro segnò la sua condanna morte.