L'odissea della «corsa in rosa»

dall'inviato
BRUNICO. Ancora una volta. Stavolta, per fortuna, invano. Le storie del Giro d'Italia e del doping s'intrecciano. Sembrano inseparabili dai tempi di Coppi, Bartali, Simpson, Merckx e via ad elencare. Altro intreccio quello dei blitz antidoping con la corsa rosa, dall'apparizione dei sigle nefaste come Epo (eritropoietina) e Gh (ormone della crescita) in poi. Da sei anni la famigerata farmacia Giardini Margherita di Bologna preparava l'ormone sintetico che moltiplica i globuli rossi quando, al rientro in Italia di un Giro che era iniziato ad Atene, la Guardia di finanza si mise in riva al mare ad aspettare l'arrivo delle navi traghetto. La carovana, però, fu avvertita: le ammiraglie e i mezzi delle squadre ri-sbarcarono a Igoumenitza e si percorsero l'intera Jugoslavia e l'Italia «a scendere» per presentarsi al via della tappa di Ostuni.
Unica conseguenza vera: un po' di ritardo nell'attracco a Brindisi. Nel 1987, invece, fu la volta delle tappe dolomitiche: il blitz riguardò solo la Mg Technogym, squadra guidata da Giancarlo Ferretti: perquisiti mezzi, valigie, materiale vario, inseguendo le tracce di un traffico di anabolizzanti che partiva dalle palestre e dall'atletica pesante. Nel 1999, anno orribile per Pantani, bastò un controllo antidoping per fermare il campione di Cesenatico, dando il via al suo calvario. Ma allora non ci fu blitz. Nel 2001 invece l'incursione più clamorosa di Nas e Gdf: a Sanremo i militari arrivarono di sera, alla vigilia del tappone che doveva concludersi a Sant'Anna di Vinadio. Il blitz durò tutta la notte, in una decina di alberghi. Assistemmo, allora, a scene di tregenda: massaggiatori che infilavano borse di medicinali tra i cespugli, corridori che saltavano giù dai poggioli per non farsi trovare nelle camere d'albergo, bivacchi delle squadre (con il piatto della cena in mano) nei corridoi degli hotel, mentre nelle camere le forze dell'ordine sequestravano sacchi e sacchi di medicine. I corridori si ritirarono, per protesta, su una specie di Aventino Sanremese e la tappa del giorno dopo venne annullata. Ci pensò poi la Federciclo ad inventare una sanatoria. Anche il 2002 è stato un anno tremendo, per il Giro. Prima lo stop a Garzelli per un diuretico scoperto dalle analisi effettuate durante la sosta in Germania del Giro, poi il ritiro per Simoni a causa di tracce di cocaina nel suo sangue (il campione si scusò con una vicenda di tisane della zia che contenevano in minima parte la sostanza proibita) quindi il blitz e gli arresti legati al team Panaria. Lo scorso anno, finalmente, un po' di tregua.
Stavolta il blitz notturno c'è stato, ma non si sono verificate scene di tregenda come a Sanremo, i verbali dicono che non è stato scoperto nulla di proibito, la sosta della corsa rosa è stata appena macchiata dalla notte... corta. E oggi il Giro riparte, come se nulla fosse successo. Nei fatti, nulla è successo. ( a.f.)