La Spal ha trovato l'orbita giusta

FERRARA. La strada è tracciata. L'assestamento, dal 26 ottobre in poi, si è compiuto. La fondamenta gettate da Cesare Discepoli 87 giorni fa sorreggono tranquillamente le certezze e le speranze della Spal: avvicinarsi il più possibile alla quinta piazza, fino a raggiungerla, lasciarsi alle spalle un discreto numero di squadre, diciamo cinque per scaramanzia, ma quest'ultimo è un problema che questa Spal - quella da Varese in poi - si è fortunatamente scrollata di dosso.
Il gruppo biancazzurro, forse al primo gradino del girone per la qualità della manovra espressa ora che anche l'extra-terrestre Arezzo sta cominciando a segnare il passo, dopo quasi quattro mesi condotti a spron battuto, è ormai una certezza. Sia in termini di robustezza (è da tempo immemore infatti che i giri a vuoto espressi dalla squadra sotto la gestione Sonzogni non vengono riportati dal campo), sia di ritmo di marcia: nonostante la sconfitta rimediata a Novara nell'ultimo turno, le dieci gare che hanno visto sulla tolda della nave biancazzurra il trainer ex Paternò vedono la Spal viaggiare alla ragguardevole media di 2,1 punti a partita.
LA RISALITA.Le azioni della Spal, dunque, sono nettamente in rialzo. Se con Sonzogni l'andamento, espresso in termini di distanza dalla quinta in classifica (ossia dagli spareggi-promozione) e di vantaggio sulla quint'ultima (dai play out, quindi) era paragonabile alla discesa che stanno attraversando in questo momento le azioni della Parmalat, il cambio della guida tecnica ha permesso alla Spal di vendere le proprie azioni con assoluta certezza: sono infatti in costante lievitazione. I biancazzurri sono in pianta pressochè stabile in una posizione di medio-alta classifica.
LE FORBICI.Dato il tempo al nuovo allenatore di risistemare schemi e morale, ultimamente (diciamo dal 13º turno in avanti, da Busto Arsizio a Novara quindi) la Spal deve colmare in media due punti di distacco dalla zona play off. Mentre, in maniera uguale ma speculare, si è andata metodicamente allargando la forbice che separa dalla zona che scotta, che negli ultimi due turni ha raggiunto il distacco massimo dal 31 agosto ad oggi: ben 6 punti. In soldoni, dal picco più negativo in tale senso (il giorno dell'esonero di Sonzogni dopo il ko a Padova) la Spal ha 'mangiato" qualcosa come 14 punti alle pretendenti alla permanenza in categoria. Mentre, per quanto concerne la speranza di salire di categoria, da quel 19 ottobre i biancazzurri hanno ricucito lo strappo dalla zona dei sogni, passando da -8 al -4 di Novara, ma che nelle settimane precedenti si era ridotto anche ad un unico punto (dopo le gare con la Pro Patria, a Cesena e a La Spezia).
LA SPERANZA.La conclusione, come anticipato, è lampante e viene da sè: senza la partenza a forte handicap rimediata nelle prime otto giornate, la Spal oggi avrebbe ben saldi nella mani, o, meglio, fra i piedi, i play off. Che comunque, nonostante tutto e tutti, sono ad un soffio, e non è certo stata la fermata alla stazione di Novara a spezzare l'incantesimo. Che incantesimo non è, ma si chiama qualità, manovra, gioco. E consapevolezza della propria forza.