23 agosto 2003 —
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Attualità
ROMA. In una delle giornate più drammatiche della storia del calcio italiano decine le dichiarazioni e le prese di posizione di sportivi, dirigenti, politici. Eccone una scelta.
Ivan Ruggeri, presidente dellAtalanta. «E possibile una resistenza ad oltranza. LAtalanta è intenzionata ad andare avanti fino in fondo. Quanto alla prima di campionato contro la Fiorentina, andremo a Firenze a fare una visita culturale».
Enzo Bearzot, commissario tecnico della nazionale campione del mondo 1982. «Quando si cerca di accontentare qualcuno è chiaro che si bastona un altro).
Giulio Conti, deputato di Alleanza Nazionale. «Perché premiare la Fiorentina con la scusa del merito sportivo e penalizzare altre squadre di C, come il Martinafranca?»
Gianfranco Chiarelli, presidente del Martina Calcio. «Lesclusione del Martina dalla serie B è stata decisa con metodo fascista. La nostra squadra non scenderà in campo né in Coppa Italia né per il campionato di C1).
Giuseppe Lezza, Fi: «Se ci fosse davvero una norma della Federcalcio per cui una società, per essere ripescata, dovrebbe avere almeno tre anni di affiliazione, la Fiorentina, nata dalle ceneri della vecchia società viola, non avrebbe diritto al ripescaggio in serie B».
Pierluigi Pairetto, designatore arbitrale. «Forse non ci saranno le squadre di serie B ma tutti gli arbitri saranno regolarmente in campo allorario previsto per dare il via alle gare».
Luciano DAlfonso, sindaco di Pescara. «Lallargamento a 24 squadre della serie B è stato né più né meno di una Cirami sportiva».
Piero Celani, sindaco di Ascoli. «Negare gli stadi per le partite no; ma altre iniziative di protesta potrebbero essere decise creando un coordinamento dei sindaci delle città delle 19 squadre di serie B che stanno lottando contro lallargamento a 24 club del campionato cadetto».
Roberto Dipiazza, sindaco di Trieste. «Se la Fiorentina merita la serie B allora la Triestina merita la serie A per meriti patriottici, visto che il prossimo anno si celebra il 50º anniversario del ritorno di Trieste allItalia».
Paolo Costa, sindaco di Venezia. «Confermo la mia critica: questo intervento della politica nelle questioni sportive non solo è indebito, ma va condannato per come tenta di cancellare le magagne ed irregolarità che oggi nel mondo del calcio sono evidenti ed esplosive».
Maurizio Mian, presidente del Pisa Calcio. «La nostra squadra accetta con serenità la decisione presa dalla Federcalcio, pur ritenendo che essa calpesti ogni regola di correttezza dello sport».
Luigi Martinelli, giocatore del Siena che è allorigine del caso Siena-Catania. «Le squadre ripescate mi dovrebbero riconoscere un premio salvezza, da sole non ce lavrebbero certo fatta».