«Finessi sapeva capire la gente»


CODIGORO. Per tributare l'ultimo saluto al senatore Riode Finessi, improvvisamente scomparso per un malore sabato scorso al Lido di Volano, sono giunti a Codigoro ieri pomeriggio tanti amici e conoscenti che sono entrati nella chiesa di San Martino. Politici, imprenditori, amministratori pubblici, ma anche tanti codigoresi che l'hanno avuto come sindaco negli anni Ottanta.
Uno dei primi ad arrivare è stato Gianni Da Ronche, presidente degli esercenti degli spettacoli viaggianti, che ha cosi esordito: «Non potevo mancare alla scomparsa di un amico e di un amministratore che per la nostra categoria ha sempre trovato una soluzione ai problemi». Il presidente della Provincia, Pier Giorgio Dall'Acqua ha confidato: «Un lutto che colpisce tutta la comunità locale e non solamente. Era una figura, che ha caratterizzato la volontà di questo intero territorio proteso verso lo sviluppo». Sfilano a firmare, intanto, il registro, Malfaccini, vice segretario provinciale dello Sdi; Cavallini, segretario dei Ds; Capisani, sindaco di Berra; Rita Cinti Luciani, allieva di Riode ed oggi assessore provinciale alla cultura; la collega in senato Renata Talassi. All'uscita dalla chiesa, l'assessore Davide Nardini afferma: «Con lui ho sempre avuto un rapporto franco e onesto». Beppe Ruzziconi, segretario Cgil: «Per il sindacato è una gravissima perdita». Giancarlo Guarelli, prima si commuove fino alle lacrime, poi esclama: «Invidio la sua grande coerenza politica. Penso che questo tutti debbano riconoscerglielo». L'onorevole Albertini: «Finessi, faceva parte di quel gruppo del Psi che garanti a quel partito livelli elettorali importanti in Emilia-Romagna e Nord Italia. Una delle ragioni era nella capacità di stare con la gente ed interpretarne le necessità». Il segretario provinciale dello Sdi, Virgili: «E' stato per noi un padre dal punto di vista umano e politico». Infine, l'onorevole Sandri: «L'ho conosciuto quand'ero segretario del Pci. Quello che mi ha colpito di più in Riode è stata la capacità di tenere insieme esperienza, uomini e partiti».

Vincenzo Trapella