04 maggio 2011 —
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sezione: Nazionale
• televisione/1 • La sentenza Mills secondo "Porta a Porta • Egregio Direttore • Bruno Vespa, giornalista, dominus della trasmissione televisiva "Porta a Porta", a proposito del processo Mills, nel "difendere" l"indifendibile" dottor Silvio Berlusconi supera addirittura Emilio Fede. Sostiene il dottor Vespa che nel processo Mills ci sono "anomalie, la corruzione non parte dal momento in cui il corrotto ha ricevuto la promessa delle somme" eccetera eccetera
• Queste "anomalie" non valgono per un Presidente del Consiglio. Io invece ragiono terra terra, come il contadino, "scarpe grosse e cervello fino". Nel processo Mills è accertato - Corte Suprema di Cassazione - che lavvocato Mills è stato corrotto! Devi esserci pertanto un corruttore! Vorrei chiedere al conduttore di "Porta a Porta": chi ha corrotto lavvocato Mills? Leggendo la sentenza della Suprema Corte avrá la risposta certa
• Questa è la veritá, altro che i sofismi del dottor Vespa. Dottor Vespa, non è possibile dimostrare bianco il nero e nero il bianco
Fausto Sapio
Castelnuovo Cilento
• televisione/2 • Il "Grande Fratello e il futuro dei giovani • Gentile direttore • se negli anni 60, in possesso di un titolo di studio finito ed in procinto dinserirsi nel modo lavorativo, un giovane avesse manifestato il desiderio di rimanere rinchiuso, come un recluso, in una casa, osservato 24 ore su 24 da milioni di telespettatori, anche quando andava in bagno, gli avrebbero dato del matto. Se uno degli studenti conosciuti in tanti anni dinsegnamento mi avesse detto che la sua massima aspirazione era partecipare al Grande Fratello, avrei chiesto per lui lausilio di un equipe di psicologi. Eppure oggi, a ragione del grave problema della disoccupazione giovanile, che ha raggiunto nel nostro paese il tasso del 30%, appare del tutto naturale che frotte di giovani siano disposti a tutto pur di farsi rinchiudere nella casa più spiata dItalia, anche fino a 6 mesi di filato. Scarso rilievo viene dato al fatto che si tratti di un successo effimero e, in qualche caso, pericoloso, dal momento che, catapultati allimprovviso in un mondo variegato, come quello dello spettacolo, dove vi è una forte competitivitá, i partecipanti possano rimanere stritolati, uscendone con le ossa rotte. Dunque nessuna meraviglia che questo format televisivo, che utilizza giovani per lo più disoccupati o sottoccupati, attorno al quale gira una notevole mole di danaro, possa incrementare la sua durata ad ogni edizione. Sará così sino a quando non sará offerta alla nostra gioventù una valida e concreta alternativa di lavoro stabile e sicuro, cosa che non è certo agevolata dal fatto che ci sia chi da questo stato di cose trae palesi benefici personali
Gennaro Capodanno
• lappello • Il degrado di Napoli Serve solidarietá • Caro direttore • le notizie giornalistiche quotidiane non possono far comprendere pienamente la realtá sociale di un territorio. Alcuni squarci di realtá si vedono quando un evento particolare determina un approfondimento dellanalisi. E il caso della provincia di Napoli. Giá lemergenza-camorra e lemergenza-rifiuti avevano fatto capire che si tratta di un territorio molto degradato. Ad esempio un effetto collaterale della tragedia di Afragola, avvenuta in estate in un quartiere degradato della cittadina campana, è stato costituito dalla emersione di uno spaccato di societá popolare che normalmente non arriva sugli schermi delle televisioni nazionali e sui giornali. (...) Ma anche il recente arresto di 41 dipendenti comunali per assenteismo a Boscoreale e la visione, a Striscia la Notizia, di alcune strade di campagna di Terzigno completamente coperte di rifiuti sono segnali di un degrado sociale molto accentuato (...). Che fare di fronte a questo vero e proprio disastro antropologico? Secondo me le uniche strade da seguire sono quelle di colpire più severamente i comportamenti illegali, di premiare maggiormente i comportamenti virtuosi e di intervenire con spirito solidaristico quando, anche per colpa degli uomini, le emergenze colpiscono duramente queste terre
Francesco Pelella
Pagani