25 agosto 2010 —
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sezione: Nazionale
• pontecagnano. Abbattuto lalbero al centro di piazza Sabbato, il "salotto" di Pontecagnano: il comune ha deciso di abbattere la pianta in quanto ormai quasi rinsecchita e perchè, secondo alcuni, "dimora" dei topi.
• La protesta era scaturita nei giorni scorsi da parte di alcuni residenti e commercianti di piazza Sabbato, che indicavano lalbero al centro della piazza come "rifugio" dei roditori. Proprio alcuni esercenti e residenti avevano accusato la pianta di essere rifugio dei topi, chiedendo provvedimenti allamministrazione comunale. E gli addetti incaricati, nel pomeriggio di ieri, ha provveduto allabbattimento o meglio alla rimozione della pianta "incriminata".
• «Lalbero è ormai rinsecchito - dice un residente - inoltre alcuni giorni fa si è staccato un ramo, fortunatamente senza ferire nessuno». Gli fa eco una donna: «Oltre ad essere in cattive condizioni, è purtroppo diventato un rifugio per i ratti. Certo così non poteva rimanere».
• Lultima derattizzazione, stando a quanto dichiarato da alcuni esercenti, era stata effettuata proprio nelle prime ore della mattinata di ieri.
• Una derattizzazione che però non ha risolto il problema della presenza fastidiosa e pericolosa dei topi, che gli operatori attribuiscono al gran caldo di questi giorni. I roditori, secondo gli operatori del servizio derattizzazione, non avrebbero trovato cibo nelle fogne e sarebbero comparsi in superficie per trovare di che nutrirsi. Da qui gli avvistamenti da parte di residenti ed esercenti nei pressi della centrale piazza Sabbato, che hanno esposto le loro rimostranze. Lamentele che sono, a quanto pare, prontamente arrivate allamministrazione comunale, che ha deciso di rimuovere lalbero al centro della piazza. Ma, probabilmente, si è trattato di una decisione giá presa: «Non so se sia colpa dellalbero di piazza Sabbato - dice un altro residente - mi auguro solamente che il problema dei topi sia definitivamente risolto. Anche in strade attigue alla piazza - prosegue luomo - abbiamo avvistato diverse volte i roditori».
Marco De Simone
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