giovedì 09.02.2012 ore 20.31

ARCHIVIO la Cittą di Salerno dal 2004

I "bulli" sarnesi inchiodati dalle fotografie

• SARNO. Non si è spenta ancora, in cittá, l’eco dell’operazione dei Carabinieri che ha portato all’arresto di tre minorenni tra i sedici e i diciassette anni, accusati si associazione per delinquere, finalizzata alle estorsioni, ai furti e alle rapine. La misura cautelare è stata ordinata dalla Procura per i minorenni di Salerno e, insieme ai tre, ristretti nella libertá personale, sono indagati a piede libero per le stesse ipotesi di reati altri quattro minorenni, protagonisti di episodi meno gravi e non confermati dalle vittime. I fatti sarebbero stati consumati tutti a danni di coetanei, in zone centralissime della cittá, con atteggiamenti tipici del bullismo.
• La gang operava in piazza Cinque Maggio e davanti alle scuole medie "Amendola" e Baccelli", che i membri del sodalizio, in passato, hanno frequentato anche se in maniera discontinua. Gli episodi risalgono al periodo compreso tra ottobre 2008 e marzo 2009. Le indagini, portate avanti dai Carabinieri, sono state molto complesse perché hanno dovuto rompere un muro di silenzio e di paura al quale molte vittime erano inchiodate per la paura di ritorsioni. Così, oltre alle testimonianze, sono stati necessari appostamenti e rilievi fotografici da parte delle forze dell’ordine. I fatti più rilevanti venuti alla luce, sarebbero legati a due estorsioni di somme di denaro, sotto la minaccia di percosse, operate ai danni di due minori sarnesi. Uno dei due veniva percosso e privato della libertá personale in quanto per arrivare allo scopo veniva trattenuto contro la sua volontá nei locali di una palestra in disuso di via Matteotti.
• Altri casi riguardano la sottrazione di una bicicletta e di un monopattino elettrico ai danni di un altro coetaneo, dopo averlo percosso. L’ultimo episodio riguarda la richiesta di due euro formulata ad un minore per comprare le sigarette. Avendo opposto un rifiuto, la vittima veniva portata negli spazi della Circumvesuviana e veniva malmenata da più di uno, divenendo oggetto di calci e pugni e procurando lesioni che ne rendevano necessario il controllo sanitario.
Gaetano Ferrentino

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