27 novembre 2009 —
pagina 13
sezione: Nazionale
• avellino. «Chiariamolo subito, io non sono autocandidato a niente».Ma poi, alla platea che il comitato sostenitore "dei mille" ha riunito ieri sera allhotel Viva di Avellino, Vincenzo De Luca sciorina il suo progetto per la Campania e le sue condizioni, per mettersi alla guida del centrosinistra e tentare la scalata alla presidenza della Regione. Una delle prime è quella di poter trasmettere ai cittadini il senso di una svolta, correndo senza «la maglietta del partito» ma incoraggiando comitati civici e parlando anche allelettorato di centrodestra.«Ci vuole un candidato non di partito ma di programma, altrimenti abbiamo giá perso.E in ogni caso non sarei io quello a cui pensare, perché da quindici anni parlo di progetti e non di ideologie.Bisogna chiedere i voti alle persone perbene, di sinistra, centro o destra che siano. Se vogliamo pensare di vincere ci vuole una coalizione sostenuta anche da forze civiche, dobbiamo spostare un dieci per cento di voti della destra non ideologica. Se no - avverte - trovatevi un chierichetto che faccia la messa cantata, io vi accompagnerò ma non farò più di tanto».
• Prima di varcare la soglia dellalbergo, era andato a spiegare il suo progetto nelle redazioni di giornali, televisioni e radio avellinesi. Allappuntamento con il comitato è arrivato con uno stuolo di consiglieri, lassessore De Maio, il deputato Bonavitacola i presidenti di societá miste Colombo e Argentino.Cerano il senatore De Luca, il sindaco Galasso di Avellino, lex presidente della Provincia, Alberta De Simone; e cera pure Roberto Di Donato, giá considerato vicino allUdc.Ai centristi De Luca rivolge unapertura sostanziale: «Lapporto dellUdc è essenziale, decisivo. Ma per loro, come per il Pd, vale lappello a una svolta per il bene della regione».Spiega che un sistema di alleanze è necessario, perché «da soli si va al disastro», ma avverte che lintesa con lUdc ci sará solo se il Pd dará lidea di un vincente cambio di rotta: «Lalleanza non arriverá sulla base del mercato della politica, non si comincia dal candidato ma dai problemi della Campania».
• Il pensiero va ai tentativi dellala bassoliniana, che a De Mita è pronta a offrire il candidato presidente.A Bassolino, il sindaco lancia un messaggio di distensione: «Non intendiamo fare una polemica distruttiva nei confronti del presidente della Regione, non abbiamo interesse a vedere tutto nero».Aggiunge però che alla gente bisognerá offrire una svolta, «altrimenti non partiamo nemmeno». Così inizia con il criticare il mancato utilizzo dei fondi europei, e propone di impiegare quelli che restano per un grande progetto di sviluppo che si dirami sullasse produttivo Napoli-Bari e lungo tutta la fascia costiera, dove immagina «il più grande distretto turistico del mondo». Attacca la burocrazia regionale e non risparmia bacchettate né agli "statisti" Pd («tristi al punto che danno limpressione di portar male») né allidea di scegliere il candidato con le primarie del 20 dicembre. «Così - dice - perdiamo giá i primi centomila voi. Magari facciamole il 24, e nei gazebo mettiamo le zeppole. Chi le vuole fare le faccia, ma invito i dirigenti a pensarci con buon senso. Noi, in ogni caso saremo impegnati a mettere gli addobbi di Natale».
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dallinviato Clemy De Maio