28 giugno 2009 —
pagina 30
sezione: Nazionale
• NOCERA INFERIORE. Parlare di un "falso" è probabilmente una esagerazione, ma che ci si trovi di fronte a una situazione anomala è fuori discussione. Dallultimo elenco dei beni immobili confiscati alla criminalitá organizzata in Campania e che possono essere dati in gestione in base alla legge 109 si evince che gran parte di questi cespiti sono inutilizzabili.
• Il motivo? Nella stragrande maggioranza dei casi sono pignorati o gravati da una o più ipoteche. Sul perché questo sia accaduto andrebbe fatto un ragionamento serio, che coinvolge pesantemente le banche. E che si tratti di operazioni pilotate dagli stessi camorristi ci sono pochi dubbi. Questo non cambia la sostanza del ragionamento. Senza contare, inoltre, che molto spesso si tratta anche di beni in pessimo stato di conservazione. Anche su questo ci sarebbe da riflettere a lungo. Ecco un elenco della situazione provincia per provincia.
• In provincia di Salerno sono disponibili beni ad Angri, Castel San Giorgio, Eboli, Pagani, Roccapiemonte, Sala Consilina, Salerno, Sarno e Scafati. Si tratta di appartamenti, terreni, capannoni, magazzini, garage. Su 33 immobili di varia natura ben 21 sono ipotecati o pignorati. Indipendentemente anche dalle loro condizioni, inutilizzabili e non assegnabili. Benevento: qui esiste una certa inversione di tendenza. Infatti i beni confiscati sono una decina tra Dugenta, Melizzano e Solopaca. Solo due immobili sono gravati da ipoteca o pignorati.
• Avellino: solo quattro proprietá divise tra Summonte e SantAngelo a Scala. Due però, la metá quindi, sono pignorate. Caserta: la situazione del casertano è molto più articolata. Vediamola nel dettaglio. I comuni interessati sono Aversa, Cancello ed Arnone, Capua, Carinola, Casal di Principe, Casapesenna, Casapulla, Castel Volturno, Conca della Campania, Grazzanise, Mondragone, San Cipriano dAversa, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria La Fossa, Sessa Aurunca, Sparanise, Teano e Villa Literno. Sono 117 proprietá: terreni, locali, ville, appartamenti, garage. Ma anche qui cè il trucco. E lo svela un semplice conteggio. 86 di questi beni, tra i migliori oltretutto, sono stati pignorati grazie allazione di banche compiacenti o sono gravati da pesantissime ipoteche. E non teniamo presenti le condizioni in cui si trova la proprietá, e questo indipendentemente dal fatto che sia gravata da ipoteca o pignorata.
• Napoli: i beni si trovano ad Afragola, Arzano, Caivano, Casalnuovo, Casoria, Castellammare, Ercolano, Pollena Trocchia, Pompei, Pomigliano, Portici, San Sebastiano, SantAntimo, Torre Annunziata, Torre del Greco, Saviano, Villaricca, Giugliano, Marano, Napoli. Sulla carta è un tesoro. Sono 173 proprietá in tutto. Ma anche in questo caso occorre fare i conti con la realtá. 91 di questi beni sono ipotecati o pignorati. Se la situazione è quantitativamente migliore rispetto a Caserta resta elevatissimo il numero di cespiti inutilizzabili anche tra Napoli (dove però sono concentrate appena quattro proprietá) e la provincia.
• Ci sono beni poi che sebbene non gravati da ipoteche o pignorati sono inutilizzabili di fatto. Questo o perché allocati in zone poco accessibili, o perché occupati ancora da qualche parente dei camorristi, o, infine, perché in pessimo stato di conservazione. Se volessimo aggiungere questi si arriverebbe alla conclusione che almeno l80 per cento delle proprietá confiscate in Campania e disponibili sono inutilizzabili. (ca. me.)