23 novembre 2007 —
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sezione:
Nazionale
• «Lospedale di Battipaglia non chiude e diventa polo di emergenza». Lo ha detto a chiare lettere il direttore generale dellAsl Sa2 Federico Pagano, presente al consiglio comunale convocato presso il "Santa Maria della Speranza". Pagano ha dapprima ascoltato i tanti politici che hanno accolto linvito dellamministrazione comunale - erano presenti, oltre ai consiglieri comunali, anche consiglieri provinciali e regionali e altri rappresentanti delle istituzioni - poi ha preso la parola per spiegare quello che sará il futuro dellospedale locale. Prima, però, ha fatto un excursus sulla situazione dellAsl al momento del suo insediamento.
• «Nel gennaio del 2006 ho trovato cinque ospedali con 770 posti letto, con una parco tecnologico pressoché inesistente. E questa - ha detto Pagano - era giá da sola la prima risposta alle migrazioni verso altri presidi ospedalieri, la gente non riusciva a trovare elementi di fiducia. Quello di Battipaglia è stato lospedale più penalizzato dellAsl, ma la prima risposta alle tante domande rivoltemi oggi è questa: a Battipaglia non si chiude. E non si chiude perché lAsl ha deciso di destinare lun per cento del suo bilancio al suo potenziamento: 11 milioni di euro in due anni».
• Affrontata poi anche la questione dellospedale unico Battipaglia-Eboli. «Mi assumo ogni responsabilitá, di carattere tecnico su questa ipotesi. Ieri sera abbiamo speso due milioni e 200mila euro per acquistare due tac da destinare a Battipaglia ed Eboli. Nei prossimi anni non possiamo continuare ad impegnare risorse umane e tecnologiche in due ospedali distanti appena cinque chilometri. E bene che lo capiscano anche gli operatori. La sanitá provinciale prevede che lospedale di Battipaglia divenga polo demergenza, che quello di Eboli diventi polo delezione e che il "Ruggi" divenga policlinico universitario».
• Il direttore generale dellAsl è entrato anche nel dettaglio: «Non aprirò mai posti letto come mera duplicazione di quelli giá esistenti. Arriveremo anche a 200 posti letto a Battipaglia, ma con cognizione di causa. Valuteremo quale tipo di patologia arriva di frequente al pronto soccorso e quindi potremo attivare nuove strutture, ma con un comune denominatore: lemergenza. Così facendo, lospedale unico non è una spesa in più, ma un risparmio».
Annalisa Spera