07 agosto 2005 —
pagina 18
sezione: Nazionale
•
CALVANICO. Labusivismo edilizio nel piccolo Comune montano di Calvanico, in questi giorni, è al centro di un acceso dibattito contornato di denunce e presunte illegalitá istituzionali che mettono a rischio la credibilitá dello stesso ente e di coloro che lo amministrano.
• A sollevare il problema è il consigliere dellopposizione di Alleanza nazionale, Tullio Gismondi, che in più di una occasione si è reso protagonista di battaglie sulla legalitá unite a questioni che riguardano anche la tutela della pubblica sicurezza.
• «A Calvanico, labusivismo edilizio non è una piaga, e la normalitá». E questo il duro attacco sferrato da Gismondi, il quale punta il dito contro lamministrazione comunale e in particolare contro il responsabile dellUfficio Tecnico Comunale, Michele Citro.
• Nel caso specifico, Gismondi, fa riferimento ad alcune opere in corso, tra le quali la lottizzazione di alcuni edifici in localitá "Chiaio" e un manufatto a destinazione agricola a ridosso del Palazzo Blasi a Calvanico, sulle quali, a causa della preservazione paesistico ambientale prevista per legge, sono piombate ordinanze di abbattimento che, secondo il consigliere di opposizione, sarebbero state aggirate dal futile alibi della richiesta di condoni edilizi. Una presa di posizione molto dura ma, stando sempre a quello che sostiene il consigliere, sarebbe suffragata da elementi molto concreti.
• Unaccusa che, in un secondo momento, ha incontrato anche il sostegno della Soprintendenza per il patrimonio ambientale, la quale si è appellata in modo negativo ad alcuni atti provvisori che il Comune avrebbe emesso per permettere la continuazione dei citati lavori.
• Da aggiungere, inoltre, che dal venticinque di marzo scorso, data in cui la soprintendenza ha manifestato il suo parere contrario alla realizzazione di questi edifici, ancora non è stato preso alcun provvedimento. «Tante le domande che mi pongo -dichiara ancora Gismondi- e che da due anni pongo alla magistratura. Non riesco a capire come il responsabile dellUtc, quasi sempre in giro per sopralluoghi, provveda con atti formali solo dopo che un fatto viene segnalato insistentemente dai carabinieri. Come mai pur emettendo ordinanze di abbattimento e/o ripristino delle opere parzialmente abusive, non si dá corso al procedimento amministrativo? Perché il sindaco, che è a conoscenza di questi fatti, non provvede a sollevarlo dallincarico? Perché manufatti completamente abusivi, vengono lasciati in piedi e addirittura si consente la continuazione dei lavori?». Tutte queste domande, inoltre, trovano eco nella denuncia che Gismondi, alcuni giorni fa, ha presentato ai carabinieri della stazione di Fisciano, contro Citro, accusato di favoreggiamento dellabusivismo edilizio.
• «Mi auguro - conclude Gismondi - che tali comportamenti omissivi non trovino il loro fondamento in scelte politiche finalizzate anche al consenso elettorale, e che la magistratura continuamente interpellata finalmente dia risposta alle nostre denunce allo scopo di far trionfare la legalitá».
Mario Rinaldi