Pazzo di gelosia picchia la ex, arrestato

Matteo LeoniFIRENZE. Pazzo di gelosia, ha massacrato di botte la ex compagna per farle confessare un presunto tradimento. Un vero e proprio interrogatorio, con la donna immobilizzata a terra e presa a schiaffi, calci e pugni perché parlasse. A un certo punto ha anche cercato di strangolarla, stringendole le mani attorno al collo. L'uomo, un italiano di 32 anni, è stato arrestato dalla squadra volante della polizia. Il drammatico episodio si è consumato sabato mattina nell'abitazione, alla periferia di Firenze, dove lei vive insieme alle due figlie minorenni. Soccorsa dai sanitari del 118, è stata portata in ospedale, dove le sono stati diagnosticati un trauma cranico facciale, oltre a ferite e contusioni su tutto il corpo. Ora il suo aggressore si trova in carcere con le accuse di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali aggravate e violazione di domicilio. Il pm di turno, Sandro Cutrignelli, ha chiesto per lui, che oggi comparirà davanti al giudice, la convalida dell'arresto e la misura della custodia cautelare in carcere vista la sua pericolosità. In passato infatti il quarantaduenne si era già dimostrato violento. I due si frequentavano da tempo. Lo scorso settembre lei si era trasferita a casa sua, con le figlie di 8 e 16 anni. All'apparenza tutto andava per il meglio, ma preso il trentaduenne ha iniziato a mostrarsi irrequieto e molto violento, arrivando più volte a picchiarla per futili motivi relativi alla gestione della casa. Lei ha sopportato fino a che, dopo l'ennesima aggressione avvenuta addirittura il giorno di Natale, non ha deciso di fare i bagagli e trasferirsi a vivere dai suoi genitori con le figlie. Però non ha avuto il coraggio di denunciarlo. A febbraio è tornata per recuperare alcuni oggetti personali, e anche questa volta sono state botte. Poi il 9 marzo l'ultimo, gravissimo, episodio. Dopo una notte passata a litigare attraverso messaggi sullo smartphone, il trentaduenne ha deciso di presentarsi nella casa dove lei si era da poco trasferita a vivere con le figlie. Lei gli ha detto di andare via, e che avrebbe chiamato la polizia. «Se chiami la polizia - le ha detto - ti ammazzo mentre loro arrivano». Poi ha cambiato registro, ed è riuscito a convincerla che non le avrebbe fatto niente. Lei ha aperto la porta, e allora lui ha rivelato le sue vere intenzioni. Si è fiondato dentro spintonandola, ha afferrato le chiavi e ha sprangato la porta dall'interno assicurandosi che nessuno potesse sentire le grida, poi l'ha immobilizzata a terra e ha cominciato a picchiarla, accusandola di tradirlo e pretendendo che lei confessasse. Una raffica di pugni, schiaffi, calci, durata diversi minuti. Infine la mani strette attorno al collo. La vittima poi portata al pronto soccorso, ha riportato lesioni giudicate guaribili in 21 giorni. --