Senza Titolo

Questa la lettera aperta mandata da uno studente del Classico Repetti, rappresentante della Prima B, è un appello alla Provincia: «È mezzogiorno di un lunedì come tanti. Al suono della campanella noi alunni, carichi di quattro ore di lezione, raccogliamo le nostre sacche ed imbocchiamo il corridoio. Il percorso è il solito di sempre: giù per le scale fino al piano più basso della scuola. Terminata l'ultima rampa, sulla destra, ci aspetta come sempre la cattedra della professoressa di educazione fisica, davanti all'ingresso della palestra. Da quest'anno però abbiamo iniziato a volgerci a sinistra per dirigerci alla nuova "palestra": un'aula spogliata dei banchi ed adibita a spazio per l'attività fisica. Esatto, il racconto non regge. Fa ridere. Come si può pensare di fare educazione fisica senza una palestra? A quando il greco senza dizionari? Speranzoso della comprensione delle autorità ci appelliamo agli articoli 32 e 34 della Costituzione italiana, che tutelano il diritto alla salute e all'istruzione. Quale materia, se non educazione fisica, coniuga entrambi questi aspetti?». E aggiunge:«Rivendichiamo dunque, a nome di tutti gli studenti in quanto tali ed in qualità di cittadini, il diritto di svolgere in maniera consona e decorosa le lezioni di educazione fisica, per la sua condizione di materia con pari dignità rispetto alle altre anche se troppo spesso declassata ad accessoria», conclude la sua lettera aperta Leonardo Marselli, rappresentante della classe IB del Liceo Classico Repetti.