Un assegno da 1.500 franchi all’aviere scomparso nel nulla

GROSSETO È stato il giudice istruttore Rosario Priore a mettere le mani sui documenti che riguardano la morte di Dettori. Ma è servito un esposto presentato dalla figlia per far riaprire uno dei misteri racchiusi in centinaia e centinaia di pagine finite chissà dove forse proprio a Grosseto. Parte di quello che è successo a Poggio Ballone la notte del 27 giugno 1980 è contenuto nei documenti che sono stati declassificati grazie a un decreto firmato da Matteo Renzi. Tra questi c'è anche un memorandum di 22 pagine sulle reticenze della Francia: i mezzi aerei e navali transalpini erano nel Mediterraneo la notte della strage. Ed è in quel documento, che riporta anche una lettera dell'ammiraglio Fulvio Martini, all'epoca a capo del Sismi che il 4 settembre 1986 scrive al suo omologo francese per sentirsi rispondere, due settimane dopo che la caduta del DC9 non costituiva un "Affaire du terrorisme". Reticenze che non hanno riguardato solo le posizioni di navi e aerei francesi, americani e libici nel Mediterraneo, ma anche la storia di Dettori. Priore aveva infatti chiesto alle autorità d'Oltralpe di identificare un certo Roland, un aviere francese che aveva prestato servizio presso il centro radar di Mont Agel e che era stato ospite del maresciallo Dettori a Grosseto. È una storia tutta da ricostruire quella dei rapporti tra Dettori e Roland. Rapporti che dovevano essere stretti: il maresciallo aveva aperto, durante la sua permanenza al Centro radar di Mont Agel, in Francia, aveva aperto a Nizza un conto corrente alla filiale della Banque Sudamerisse France agenzia di Place Garibaldi 2 a Nizza. E proprio da quel conto Dettori aveva emesso il 4 agosto 1986 un assegno da 1.500 franchi a favore di Roland. Assegno che poi era stato incassato. Il giudice istruttore Priore aveva cercato di risalire all'identità dell'aviere francese che aveva certamente - secondo gli atti dell'indagine - raccolto le confidenze di Dettori sulla notte della strage di Ustica. Ma a distanza di tempo, i cugini d'Oltralpe si sono limitati a rispondere che risalire a Roland sarebbe stato impossibile: l'agenzia era stata chiusa definitivamente e i documenti utilizzati dal militare dell'aeronautica francese erano andati persi. L'uomo non è mai stato cercato dalle autorità francesi. Eppure in Francia, qualcosa è successo. La moglie di Dettori era convinta che al marito avessero fatto il lavaggio del cervello. Quello che è certo e che pochi mesi dopo il suo rientro a Grosseto, il maresciallo è stato trovato morto impiccato. (f.g.)