la STORIA

di Sara Landi wGROSSETO Il tema della frontiera appartiene alla storia di ogni popolo ma interroga anche il nostro presente come dimostra il fenomeno delle migrazioni. Domani e sabato a Grosseto ricercatori e studiosi da tutta Europa si confrontano sulle frontiere e sulle memorie delle frontiere grazie al convegno internazionale promosso dall'Isgrec nella sala delle colonne del Polo universitario grossetano. A rendere possibile questa iniziativa di così alto profilo culturale e scientifico è il fatto che l'Isgrec partecipa come unico partner italiano al progetto di ricerca Mémoires Européennes des Frontières (Mefro) sostenuto dall'Unione europea tramite il programma Europe for citizens. Sei i paesi europei coinvolti in un lavoro culturale che da due anni impegna musei e università oltre all'istituto storico grossetano e che ha già toccato nelle precedenti sessioni città come Berlino, Bilbao, Guernica, Lubiana, Perpignan e Tarragona. «Parlare di frontiere - si legge nella presentazione del convegno - significa attraversare la storia che il vecchio continente ha alle spalle, ridivenuta eccezionalmente attuale in tempi recentissimi ma mai estranea rispetto alla vita dei cittadini europei. Basta pensare all'esplosione delle nazioni nei Balcani. Alzare muri o accogliere migranti, esuli, profughi è tema importante: storico, politico, etico. Affrontarlo richiede punti di vista disciplinari diversi, sguardi incrociati tra nord e sud, est e ovest dell'Europa. L'esperienza del Novecento è specchio di tutti i rischi di declinare il tema frontiere dagli Stati in chiave puramente nazionale, risvegliano nazionalismi che credevamo sconfitti nel Novecento». Non a caso il sottotema scelto per la tappa grossetana di questo percorso di studio e ricerca è "Esili e migrazioni tra XX e XXI secolo" con sedici relatori che porteranno il loro contributo in un continuo rimando tra dimensione globale e locale di questo fenomeno, tra passato e attualità. Il convegno è aperto a tutti, dalle istituzioni ai cittadini che vogliano approfondire un fenomeno che non ha solo rilievo storico e culturale visto che oggi assume i connotati dell'emergenza umanitaria. L'Isgrec si augura la massima adesione da parte degli insegnanti come occasione di aggiornamento. Grazie alla presenza al convegno dell'European Observatory on Memories sarà possibile conoscere cosa fa quest'istituzione che ha sede nell'Università di Barcellona. «L'Osservatorio europeo delle memorie - spiega ancora l'Isgrec- nel corso degli ultimi anni è stato particolarmente attivo e ha impegnato energie nella costruzione di progetti di rete che la Commissione europea ha accolto coinvolgendo più istituzioni culturali. La scommessa sul futuro dell'Europa si gioca su molti fronti; quello della cultura non può incidere sulle emergenze immediate più gravi ma ha il lungo respiro dell'educazione, della riflessione sulla nostra civiltà e sulla relazione con culture altre». Ad aprire i lavori domani alle 9,30 il presidente dell'Isgrec Luca Verzichelli, la vicepresidente della Regione Toscana Monica Barni, la presidente del Polo universitario grossetano Gabriella Papponi Morelli, il preside della facoltà di Lettere e scienze umane dell'università di Perpignan Nicolas Marty e lo storico dell'European Observatory on Memory (Eurom) Jordi Guixé. Sempre domani tra la sessione del mattino e quella del pomeriggio è possibile la visita guidata alle mostre "Viaggio intorno al confine orientale" e "Storia di un esilio totale: la vita di Siro Rosi". La sessione mattutina di sabato sarà dedicata alla visita guidata ai luoghi del progetto "Cantieri della memoria": prima Maiano Lavacchio e Campospillo nel comune di Magliano e poi in centro storico a Grosseto con la visita alle stolpersteine in piazza Duomo e al bassorilievo in memoria dei deportati politici nell'atrio del municipio.