Voce e chitarra sfida elettro rock dei Baryonyx

di Carlotta Nigiotti wLIVORNO Due giovani livornesi alla conquista della ribalta artistica musicale. Sono i Baryonyx, la band composta da Antonio Morelli (alla chitarra) e Matteo Ceccarini (alla voce). I due musicisti presentano il loro nuovo lavoro, "Fuori il Blizzard", supportato dall'etichetta italo-inglese Ghost Label Record, e distribuita a livello nazionale ed internazionale da Audioglobe, The Orchard e Code7. I due giovani musicisti iniziano a provare al fondo nel 2007, approcciandosi al classico Pop-Punk adolescenziale. "Crescendo abbiamo deciso di ampliare i nostri orizzonti musicali maturando verso l'Alternative Rock che ha portato nel 2012 alla pubblicazione dell'EP "Trias". -raccontano i Baryonyx- Nel 2014 è iniziata la nostra sperimentazione di musica elettronica che si è poi delineata in uno stile Electro Rock. Abbiamo iniziato così le registrazioni del primo LP che è uscito il 16 giugno scorso, dal titolo "Fuori il Blizzard". Nel 2015 è stato inoltre aperto il nostro canale ufficiale su Vevo, BaryonyxVEVO". Così è partita la gavetta per i due musicisti esordienti, o quasi: passaggi televisivi su Mediaset Italia 2 e la partecipazione l'anno scorso ad una intervista + unplugged via Skype per la webtv con sede a Città del Messico SayYeahTV, seguitissima con collegamenti contemporanei da cinque Paesi dell'America latina. Un mood eccentrico, che si definisce nel genere musicale della band. Affermano: " È un Alternative Electro Rock colmo di synth e delay con sottofondi ambient e batterie quasi completamente elettroniche. In "Fuori il Blizzard", in quanto nostro primo album LP, abbiamo voluto accostare brani commerciali e di facile presa, a brani più introspettivi ed evocativi che rispecchiassero le nostre vere attitudini. Di conseguenza,- continuano- abbiamo scelto di procedere in questo modo, semplicemente per fare breccia più facilmente tra le persone, e per aumentare la possibilità di venire inseriti sui media di livello nazionale ed internazionale". Un'opera evidente, schietta e introspettiva, la cui essenza si risolve sin dal titolo del disco, spiegano: "Ovvero "Fuori il Blizzard" riflette un mondo futuro interamente ricoperto di ghiaccio e sferzato da potenti tempeste polari, che costringono l'uomo a rifugiarsi in piccoli spazi artificiali al sicuro dalla devastazione da parte di una natura ormai giunta al tracollo". Aggiungono: "Il disco è un project/concept album, composto da otto tracce con testi in italiano, che ascoltate in sequenza consentono di rivivere un filo conduttore emotivo che rimanda all'alternarsi dei sentimenti della vita". E concludono: "In "Fuori il Blizzard", come nelle produzioni passate, sono presenti collegamenti a universo e spazio-tempo, ma la novità è che adesso le tematiche trattano anche del perenne scontro degli opposti, dando vita a descrizioni paesaggistiche che rimandano a distese infinite e grandi spazi aperti. In questo senso nel brano "Inferno #3", presente nel nuovo album, abbiamo dato una nostra rivisitazione dell'Inferno di Dante, rappresentandolo come eterna festa surreale. Ci teniamo a ringraziare il nostro amico e collega Lorenzo Taccini che ha recitato l'incipit del canto III dell'Inferno in questo brano".