Dopo Mannini, ora in nerazzurro la staffetta tra i fratelli Gatto

PISA Dopo i successi della staffetta padre-figlio corsa dalla famiglia Mannini, ora la maglia nerazzurra passa idealmente da fratello a fratello in casa Gatto. Il caso dell'ex pisano Leonardo e del nuovo acquisto Massimiliano è tutt'altro che inedito nella storia del calcio rossocrociato e in alcuni casi ha portato fortuna, a suon di gol, ai diretti interessati. Sergio ed Elio Bertoni. Il precedente più eclatante è quello dei Bertoni. Sergio fu la stella del Pisa negli anni Trenta (119 presenze in campionato e 42 reti) e si lanciò alla ribalta nazionale, protagonista della vittoria olimpica del 1936 e membro della rosa azzurra che conquistò il mondiale nel 1938. Quando si trasferì al Genoa lasciò il testimone al fratello Elio, che si fece onore con 71 partite e 32 gol, secondo una media realizzativa superiore a quella del congiunto. Avvicendamento anche tra Eto e Valerio Soldani e tra Giorgio e Renato Bartoletti. "Gatto Magico" Mario Gianni (portiere nella finale scudetto persa con la Pro Vercelli nel 1921) non fu il primo in famiglia a vestire il nerazzurro e addirittura era, in ordine anagrafico, il quarto calciatore, preceduto nel Pisa da Gastone Gerardo Gianni. Altri bomber in famiglia. Leone Marino Scotti superò di gran lunga le magre cifre del fratello Stefano nei primi anni di vita dello Sporting Club, raggranellando 48 apparizioni e 32 centri. Tra Danilo e Dino Sbrana prevalse il primo, che era il maggiore dei due ed è il secondo marcatore rossocrociato di sempre con 71 segnature (in 94 incontri). Meglio Luigi Eschini II rispetto ad Antonio Eschini I, che a dispetto dell'età fu il successore del fratello minore. Fratelli e compagni. Alla fine degli anni Venti il Pisa era una questione di famiglia: in rosa, oltre ad Athos e Vasco Artigiani (figli del mitico custode Pilade e fratelli della tennista Nicla Migliori), c'erano Raffaello e Giuseppe Barbieri, Angiolo e Ricciardo Raglianti, Aldo ed Ezio Vettori. All'inizio del decennio avevano giocato assieme Guglielmo e Riccardo Tornabuoni. Un privilegio toccato anche a Ippolito e Aldo Santochi tra il 1912 e il 1914. In tempi più recenti sono stati compagni di squadra Iacopo e Federico Balestri (a metà anni Novanta) e sono cresciuti nel medesimo settore giovanile Matteo e Simone Caciagli. Massimo Berutto ©RIPRODUZIONE RISERVATA