San Terenziano: la tradizione che non tramonta

PONTREMOLI Grande festa, come tradizione, a Mignegno per la celebrazione della solennità di San Terenziano. Una festa che fa parte della tradizione pontremolese e che ogni anno vede mescolare il "sacro" delle celebrazioni religiose dedicata al santo assieme al "profano" delle numerose bancarelle che affollano e colorano di oggetti e leccornie la salita che conduce all'oratorio. Oratorio cinquecentenario che ha aperto, "secondo tradizione", le sue porte fin dalle prime ore del mattino per la celebrazione delle S. Messe che si sono succedute con la partecipazione di tanta gente spinta dalla fede ereditata dai Padri in ricordo del voto fatto dai pontremolesi in occasione del colera del 1855. Rinnovando così quella fusione tra i momenti di preghiera e la tradizionale scampagnata sotto i castagni tra le bancarelle e gli schiamazzi dei bambini. La Messa solenne è stata celebrata dal parroco don Sergio Simoncelli e da don Silvano Lecchini, ed ha visto la partecipazione di molte persone tra cui il sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini e del Capitano della compagnia dei Carabinieri di Pontremoli Giuseppe Loschiavo. Nel pomeriggio tante persone, molte dopo aver mangiato nella "Piana" di Mignegno, tra panini e grigliate, altre che giungevano da Pontremoli anche grazie al servizio navetta con trenino, hanno incominciato a salire, sotto le fresche ombre dei castagni che custodiscono l'oratorio, per prendere parte alla processione, che ha sfilato prima nel castagneto, poi lungo la via Nazionale, raggiungendo la parte nuova della parrocchia. Il culto di S. Terenziano a Pontremoli è documentato già dal secolo XIV. L'oratorio di S. Terenziano a Mignegno fu costruito nel 1514 quando a Pontremoli transitò il frate francescano Tommaso da Osimo, che sarà rettore dei conventi dei frati francescani minori della "Provincia Osservante di S. Angelo", che comprendeva la Capitanata in Puglia e il Molise. L'edificio fu fatto costruire dalla Confraternita di S. Lorenzo de "La Misericordia" per pacificare i pontremolesi e rimase di proprietà della Confraternita fino al 1784 quando divenne possesso della parrocchia di Mignegno. Nel 1855 S. Terenziano divenne protettore sulla febbre dopo l'epidemia di colera scoppiata in quell'anno. Nel 1884 l'oratorio fu ricostruito poiché danneggiato dallo scoppio del polverificio di proprietà della famiglia Bonzani. Nei pressi dell'oratorio nel XVII secolo è documentata l'esistenza di un romitorio (luogo dove vivono gli eremiti e in cui si dedicano alla preghiera e alla penitenza) tenuto dai monaci di S. Francesco da Paola. L'oratorio fu costruito a Mignegno perché il borgo era posto all'ingresso del "quartiere della Valdantena o della Magra" e perché era anche all'entrata della via verso Pontremoli e, quindi, l'oratorio proteggeva la vallata della Valdantena. Riccardo Sordi