“Profondo Blu” ecco i racconti di otto scrittori

PISA Nella variopinta cornice del Keith Haring Cafè di Pisa, fresca di stampa, è stata presentata la collettanea "Profondo blu – Misteri al mare", edita da Carmignani Editrice di Cascina e composta da otto racconti di altrettanti autori: Sergio Costanzo, Cristiana Bruni, Marco Cioni, Paola Picchioni, Gianluca Meschi, Dino Fiumalbi, Francesca Padula ed Andrea Falchi. Relatore dell'evento, il curatore Falchi, che ha intervistato i colleghi, e si è alternato alle letture con Marco Cioni, pratico di esperienze teatrali. Gli otto autori, già cimentatisi in avventure letterarie di vario genere, hanno raccontato come sono approdati a questo progetto e come sono nate le loro storie, ambientate - sopra e sott'acqua - nei luoghi più celebri del litorale italiano: Tirrenia e Marina di Pisa, Vada e Donoratico, Baratti e l'Isola del Giglio, fino agli stabilimenti balneari della Riviera Romagnola. Alcune di esse ci portano nuovi casi da risolvere per investigatori già noti, come il vicecommissario di Polizia Filangeri di Cristiana Bruni o i due colleghi, il commissario Silvestri e l'ispettore Titta di Andrea Falchi, oppure di nuova creazione come i capitani dei Carabinieri Usualdi di Marco Cioni e Caliolo di Gianluca Meschi e la sovrintendente Frediani, affiancata dall'assistente Laganà di Dino Fiumalbi, altre escono dai canoni del giallo classico. Infatti il racconto di Sergio Costanzo tratta di una vicenda reale, la sparizione di un elmo antico, ritrovato in una nave affondata nel tratto di mare di fronte all'Isola del Giglio, quindi custodito nel caveau di una banca e da qui misteriosamente trafugato. Paola Picchioni, neofita del genere, si è cimentata in un'inusuale indagine, che niente ha a che vedere con morti ammazzati o tragici delitti. Noir sentimentale quello di Francesca Padula, i cui scritti più recenti sono rivolti a sondare le inquietudini dell'animo delle donne, vittime o carnefici che siano. Il significato della parola "Profondo" che troviamo nel titolo del libro, si riferisce dunque non soltanto al mare, ma agli gli abissi interiori che affliggono l'esistenza umana. Nel congedare gli ospiti intervenuti alla presentazione, Sergio Costanzo, a nome suo e dei colleghi di scrittura, ma soprattutto amici, come lui ama definirli, Bruni, Falchi e Padula, ha ricordato Paolo Terreni, scrittore e vignettista pisano, che tanto ha dato alla città in cui ha vissuto, e con i quali condivise altre avventure letterarie "gialle". ©RIPRODUZIONE RISERVATA