L’ex sprinter Ben Johnson ricoverato al San Luca

Ben Johnson (nella foto al S. Luca) , dall'altare alla polvere in tre giorni. Succede alle Olimpiadi di Seul nel 1988, quando il ragazzo nato nel 1961 in Giamaica, a Trelawny, da genitori poveri ed emigrato in Canada nel 1976, batte nei 100 metri il grande rivale Carl Lewis, con il nuovo record del mondo fissato in 9"79. Un tempo e un trionfo cancellati tre giorni dopo quando gli esami rivelano la positività allo stanozololo, uno steroide anabolizzante. Nel 1993, dopo la squalifica e il rientro, fu trovato nuovamente positivo, un eccesso di testosterone indusse la Iaaf alla squalifica a vita. Nel dicembre 2006 Ben dichiarò di voler far riaprire il suo caso legato al doping ai Giochi olimpici del 1988 in quanto vittima di una cospirazione ai suoi danni da parte degli statunitensi, in particolare di personaggi molto vicini a Carl Lewis.di Fabrizio Tonelli wLUCCA «Mi chiamo Ben Johnson». Quando l'infermiera in servizio al triage del pronto soccorso sente quel nome non può che sgranare gli occhi. Sì, gli anni passano per tutti, è lontano il 1988, quando nella finale dei 100 metri alle Olimpiadi di Seul battè lo storico rivale Carl Lewis, che aveva già superato l'anno prima ai mondiali di Roma. Il giamaicano naturalizzato canadese viaggia verso i 54 anni, non ha più il fisico di quando era una stella dell'atletica (poi oscurata dal doping), ha qualche chilo in più addosso, ma resta sempre un personaggio di grande spessore, uno di quelli cui si continua a chiedere l'autografo, con cui ci si scatta una foto. Ben Johnson arriva al San Luca accompagnato da un'amica. E' stato colpito da un malore, ha bisogno di cure, segue l'iter di tutti i pazienti che si presentano al pronto soccorso. Gli accertamenti di routine, la visita del medico, gli esami di secondo livello per capire i motivi del suo stato di malessere. Trascorre una notte in ospedale, in attesa del responso degli esami, tra la curiosità del personale, degli altri degenti e dei loro familiari. Quando poco prima dell'ora di pranzo i medici decidono di dimetterlo, Ben Johnson si reca all'ambulatorio cardiologico dove la sua presenza non passa inosservata. Lui si presta senza problemi, concedendosi per le foto con i dipendenti dell'Asl e qualche persona che lo riconosce. Tra loro c'è anche Marco Bini, dipendente dell'azienda sanitaria. «L'ho incontrato mentre stavo andando alla mensa – racconta Bini – indossava una felpa verde, abbigliamento sportivo, ed è stato estremamente disponibile. Gli ho detto che quando correva mi ha fatto soffrire tanto, perché io all'epoca era un grande tifoso di Carl Lewis. Lui ha sorriso». Ben Jonhson lo si vede sempre più di frequente a Lucca. Da tempo, da diversi mesi, allena un'atleta in forza all'Atletica Brescia 1950. Si tratta di una ragazza moldava, Irina Cravcenco, 26 anni, che corre sulle distanze brevi, 60, 100 e 200 metri soprattutto, è la migliore del suo Paese. La Cravcenco - che in Moldavia ha completato gli studi laureandosi in giurisprudenza - abita a Spianate, dove da anni vive la sua famiglia, e si prepara alle gare al campo Martini di via delle Tagliate, seguita sempre da Johnson. Chi lo ha visto sulla pista lucchese, parla dell'ex sprinter come di una persona estremamente gentile, disponibile, dai modi garbati, profondamente rispettoso. La sua allieva, la Cravcenco, difende i colori dell'Atletica Brescia che ha da qualche anno un rapporto di stretta collaborazione con la Virtus Lucca e infatti con la maglia biancoceleste del team presieduto dall'avvocato Montinari gareggia più di un'atleta uscito dalle fila del team lombardo, che non ha una squadra maschile. A Lucca Alina per un certo periodo era stata seguita da Bruno Bianchi, allenatore della Virtus, poi c'è stato l'incontro con Ben Johnson e l'ex sprinter si occupa adesso di tutto il percorso tecnico dell'atleta moldava, curando i suoi due allenamenti quotidiani. Al punto che allieva e maestro stanno già programmando i prossimi impegni della Cravcenco, che ha vinto il titolo indoor in Moldavia quest'anno e ha vestito la maglia della nazionale in occasione dei campionati balcani indoor di Istanbul. Il 21 giugno Alina sarà a Baku, in Azerbaigian, dove dal 12 al 28 del prossimo mese si svolgeranno i primi Giochi Olimpici Europei. L'evento sarà il principale test per gli atleti europei proiettati verso i Giochi Olimpici di Rio. E la Cracvenco ha già avuto modo di dichiarare più volte che punta subito a fare il minimo per accedere ai Giochi in Brasile. Dove Big Ben potrebbe seguirla, per tornare a respirare l'aria olimpica. ©RIPRODUZIONE RISERVATA