Il liceo classico non deve morire ma va riformato

Il liceo classico "G. Galilei" di Pisa nel 2011 ha intitolato la sua aula magna a Massimo Bontempelli, prematuramente scomparso nello stesso anno. È stato un riconoscimento per la sua straordinaria attività di docente che ha appassionato tanti giovani. Massimo Bontempelli ha pubblicato molte opere, saggi, manuali scolastici, analisi politiche e sociali, e ha collaborato con numerose riviste. I suoi articoli pubblicati dalla rivista Indipendenza di Roma sono stati raccolti nel libro "Un pensiero presente", e i suoi scritti sulla decrescita, in collaborazione con Marino Badiale, nel libro "La sfida politica della decrescita" con prefazione di Serge Latouche. I due libri saranno presentati domani alle ore 16 nell'aula magna del Galilei in via Benedetto Croce. All'iniziativa interverranno Marino Badiale (Università di Torino), Fabio Bentivoglio (saggista), Francesco Labonia ("Indipendenza"). Coordinerà Stefano Sodi (liceo Galilei). Testimonianza di Marco Chiavistrelli (cantautore). di Renata Viola wPISA Quale è il valore degli studi umanistici in un'epoca dominata quasi totalmente da principi di ordine economico? Ha un senso preferire la conoscenza della lingua e della letteratura greca, coltivare un personale senso critico ed estetico, a dispetto del dilagante avanzamento delle discipline scientifiche? Esiste la possibilità di attualizzare il liceo classico, una peculiarità ormai solo italiana, adeguarlo ai nuovi iscritti (nativi digitali) senza impoverirne i contenuti? Sono soltanto alcuni degli interrogativi su cui il mondo della cultura si interroga da anni, da quando cioè i licei classici soffrono di una flessione degli iscritti che non è immune dal cambiamento sociale ed economico del Paese. Alcune illuminanti risposte sono arrivate nell'aula magna del liceo Galilei, gremita da genitori, docenti e studenti, in occasione della Notte dei Licei. Sulla vitalità degli studi classici si sono confrontati uno storico, Adriano Prosperi, professore emerito della Scuola Normale Superiore; un matematico, Luciano Modica, ordinario di Analisi Matematica dell'Università di Pisa; un latinista, Gianpiero Rosati, ordinario di Lingua e Letteratura Latina alla Scuola Normale Superiore. Ha moderato il dibattito il professor Domenico Accorinti. In prima fila il dirigente scolastico, Salvatore Caruso, che ha curato la regia dell'open day avvalendosi del prezioso supporto della professoressa Simona Pezzica. Il buffet è stato offerto dall'istituto Ipssar G. Matteotti. I tre relatori hanno sottolineato la centralità del docente nel processo formativo. «La scuola in generale ha bisogno di validi docenti che sappiano trasmettere con passione i contenuti delle varie discipline, accendendo in loro la scintilla del sapere - ha detto Prosperi - La crisi del classico è determinata da un pensiero dominante nella nostra società: l'ideologia utilitarista e del profitto che vuole sopprimere ciò che appare "inutile" o non immediatamente "spendibile". In quest'ottica le lingue antiche sono inevitabilmente viste come qualcosa di cui occorre sbarazzarsi». Modica ha invece sostenuto che «nel percorso di adeguamento didattico di tutti gli indirizzi della scuola italiana, che auspico avvenga molto più attraverso l'iniziativa autonoma delle scuole che attraverso riforme progettate dall'alto, il rilancio dell'indirizzo classico si presenta come una importante risorsa per il Paese». «Il riscatto del classico - ha aggiunto il matematico - deve avere tra le sue componenti un ripensamento dell'insegnamento delle discipline scientifiche, che deve garantire quegli stessi spazi di formazione di un'autonomia critica che sono per lo più offerti dalle discipline umanistiche». Modica ha poi offerto piena disponibilità a collaborare con i docenti del Galilei per le metodologie da seguire nell'insegnamento della matematica al classico. Rosati ha parlato dell'importanza della tradizione classica e in particolare della cultura greca nella formazione della coscienza culturale dell'Occidente. «Dinanzi a proposte che vengono da alcuni classicisti - ha dichiarato - quali quella che di recente ha fatto il latinista Guido Milanese, secondo il quale occorre che "sia data allo studente la scelta tra più matematica e il greco antico, pena la morte del classico, sono categorico: eliminare il greco dal classico sarebbe inconcepibile, perché è proprio l'insegnamento di questa lingua antica che lo rende unico nel panorama scolastico italiano. Piuttosto sarà necessario - concorda Rosati - innovare sul piano della didattica delle lingue antiche». Gli studenti del Galilei hanno animato la serata con due iniziative interamente progettate e realizzate da loro: un suggestivo percorso di esecuzioni musicali e di letture di testi sulla figura di Ulisse e una messa in scena teatrale di luoghi significativi dell'Inferno di Dante. La serata si è conclusa con un concerto nel cortile della scuola. ©RIPRODUZIONE RISERVATA