Guida senza assicurazione: il doppio di casi

di Donatella Francesconi wVIAREGGIO In dieci anni gli incidenti in Versilia sono calati del 45% e sono in diminuzione anche i morti sulla strada. Questa la buona notizia. La cattiva, invece, è l'aumento addirittura del 100% del numero di mezzi che circolano senza che i proprietari abbiano pagato l'assicurazione. Sono i dati che il maggiore Lorenzino Amati, una vita nella polizia municipale di Viareggio ad occuparsi proprio di incidenti stradali, ha illustrato al convegno sull'omicidio stradale (reato che il Governo si è impegnato ad introdurre nel codice penale entro la fine del 2015) organizzato dal Movimento cittadini con la partecipazione di Lega Nord e Psi. Dai mille incidenti del 2004 ci sè attestati sui mille l'anno. Con un 55% di coinvolgimento di mezzi a due ruote, perché la città viaggia in moto e scooter. «Per mera statistica - alla fotografia del traffico cittadino Amati aggiunge questo elemento - voglio rimarcare che nel 65/70% dei casi i conducenti dei veicoli incidentati sono maschi. Quindi è vero che le donne sono più prudenti alla guida». A causare il numero più alto di incidenti non è, come si potrebbe invece pensare, la velocità elevata. Ci si scontra di più per omessa precedenza, o inosservanza dei segnali di stop. Soprattutto in centro, Darsena e Marco Polo. In aumento è, purtroppo, il numero dei casi in cui chi causa il sinistro si dà alla fuga senza soccorrere eventuali feriti: siamo passati da un trascurabile 1-2% di eventi di questo tipo nei primi anni del Duemila al 3-4% degli ultimi anni. La Versilia è decisamente più pericolosa nel pieno dell'estate, quando persone e e mezzi si moltiplicano. Ma il maggior numero di morti tra 2008 e 2013 (dati del Sistema integrato per la sicurezza stradale Provincia di Lucca) si contano a luglio (14) e marzo (12). Il giorno della settimana più pericoloso, in base alle statistiche, è il giovedì; la fascia oraria quella tra le 12 e le 13. La fascia di età che causa il maggior numero di incidenti è quella delle persone che hanno tra i 36 ed i 45 anni. Per quanto riguarda Viareggio, negli ultimi dieci anni, sono in quattro casi di incidenti mortali si è trattato di eventi dovuti ad abuso di sostanze alcoliche dei conducenti. Segno che la campagna di prevenzione qualche effetto lo produce. Anche se il convegno di ieri ha registrato le parole amare di Emanuele Palagi, psicologo e presidente del Comitato "Non la bevo", che assiste le famiglie delle vittime della strada: «In questi sette anni di esperienza con il Comitato ho trovato un po' di solidarietà e tanta ipocrisia». Per esempio per quanto riguarda la somministrazione di alcol ai minori: «Mai vista la legge rispettata», dichiara Palagi. Poco prima era stato lo stesso Amati a raccontare: «Sul fronte dell'alcol ai minori è difficilissimo effettuare i controlli. Abbiamo registrato anche casi di agenti aggrediti dal gruppo dell'amico sottoposto alle verifiche del nostro personale». A completare il quadro da allarme, le parole di Guido Intaschi, responsabile del Sert dell'Asl Versilia: «I nuovi utenti arrivano da noi per poliabuso delle sostanze stupefacenti. Con la cocaina come droga primaria, quasi sempre insieme all'alcol».