L'Italia s'è desta, grazie a due guerriere

ZURIGO «E' un argento che vale tanto, anche se ho visto il trionfo a un passo». La 38enne piemontese Valeria Straneo, al traguardo della maratona degli Europei di Zurigo, sorride stretta nell'abbraccio di una bandiera italiana. «Il percorso era davvero tosto - racconta - e non ho da rimproverarmi nulla, sapevo che la francese Daunay era l'avversaria più temibile, mi aveva già battuta a New York, è una che non molla mai. Purtroppo a 3-4 chilometri dalla fine è arrivato un crampetto al polpaccio a darmi fastidio, sentivo delle stecche pazzesche. In ogni modo è il mio secondo tempo di sempre, non l'avrei mai detto su un percorso del genere. E poi siamo 5 italiane nelle prime 16, abbiamo vinto l'oro a squadre, siamo fortissime. E ora - chiude ridendo - Straneo - ho bisogno di una bella vacanza, me ne vado al mare con la famiglia, al futuro ci penserò ma l'anno prossimo non penso di correre i Mondiali di Pechino, vorrei prendermi una stagione di respiro». Il respiro, intanto, lei e Libania Grenot col suo fantastico oro nei 400 a Ferragosto l'hanno dato all'Italia che dopo una lunga magra riassapora il podio e i metalli pregiati: due guerriere che riportano l'atletica azzurra a livelli per ora solo sognati. E ora la Nazionale riprende fiato e spera di chiudere in bellezza, la crescita finalmente si vede e qualche altra freccia da tirare prima che cali il sipario ce l'abbiamo. Nella giornata della maratona d'argento di Valeria (e dell'oro collettivo: Incerti sesta, altre 3 nelle prime 16) Casa Italia può infatti festeggiare diverse altre cose: innanzitutto l'ottimo quinto posto della pisana Yadisleidy Pedroso nei 400hs, poi l'ottavo di Giulia Viola nei 5000 metri e anche l'11° dell'eterno Nicola Vizzoni nella finale del martello. Ma non basta. Nei turni eliminatori brillano le staffette: tre su quattro raggiungono la finale, con la sorpresa più clamorosa che arriva dalle ragazze della 4x100 (Marzia Caravelli, Irene Siragusa, Martina Amidei e l'altra naturalizzata toscana Audrey Alloh): il loro 43"29 è la seconda prestazione italiana di sempre, a 25 centesimi dal record nazionale. Promosse anche le ragazze della 4x400 (senza Libania Grenot, tenuta precauzionalmente a riposo): Maria Chigbolu, Maria Enrica Spacca, Elena Bonfanti e Chiara Bazzoni vanno in finale con 3'31"31. Disco verde infine per la 4x100 uomini (Fabio Cerutti, Eseosa Desalu, Diego Marani e il pisano Delmas Obou), che corre in 38"71; eliminata solo la 4x400 maschile. Riscossa azzurra a parte, a Zurigo ci sono stati diversi risultati di notevole valore tecnico. La croata Sandra Perkovic, per esempio, ha trionfato nel disco femminile con la misura-boom di 71,09 che è la migliore prestazione mondiale dell'anno. Nel triplo donne l'oro se lo prende l'ucraina Olha Saladuha, con 14,74 ed è il terzo titolo consecutivo per lei, oro già a Barcellona e a Helsinki. Nei 5000 la Viola fa la sua piccola impresa piazzandosi ottava con un finale imperioso, l'oro va alla svedese Meraf Bahta. Nell'asta maschile, il francese Renaud Lavillenie entra in competizione con un salto a 5,65 poi salta i 5,80 che già gli danno l'oro, prosegue in solitudine oltre i 5,90 e fallisce di poco i 6,01: 7 salti in tutto per il primatista mondiale, 5 dei quali con l'oro già al collo e anche questo è un record. La prima grande manifestazione estiva in azzurro di Yadisleidy Pedroso si conclude con un bellissimo quinto posto continentale. L'azzurra pisana non aggancia il treno che corre per le medaglie (oro alla britannica Child) ma si batte bene e senza errori, un debutto che fa davvero sperare. Il viareggino Vizzoni invece si arrende dopo tre lanci, la sua finale va in archivio con 73,94 e un undicesimo posto che fa onore al capitano di mille battaglie: l'oro del martello lo prende l'ungherese Pars (82,68 che è un'altra prestazione-top dell'anno) dopo un bel duello col polacco Fajdek. Infine, la finale degli 800 donne va alla bielorussa Arzamasova.