Indagati presidenti, fantini e allenatori

PISTOIA «Dal mio punto di vista sono tranquillo, anzi tranquillissimo. Credo che l'avviso di garanzia sia un atto dovuto da parte della procura, che da qualche parte doveva cominciare ad indagare e ha cominciato in questo senso». Marco Gasperini, presidente del Grifone, è uno dei sei indagati nell'inchiesta sulla Giostra dell'Orso. E non ha dubbi che tutta la sua squadra si sia sempre comportata secondo la legge nell'accudire Oracle Force, uno dei cavalli abbattuti venerdì sera. Il riferimento è chiaramente all'ipotesi doping, aspetto principale sul quale l'autopsia verterà. PISTOIA Notificati sei avvisi di garanzia per i cavalli morti alla Giostra dell'Orso. In vista dell'autopsia disposta dalla procura nell'ambito dell'inchiesta aperta dopo l'abbattimento dei due purosangue che si sono infortunati durante la corsa del 25 luglio, le informazioni di garanzia sono state inviate per dar modo agli indagati - e anche alle parti offese - di assistere con dei propri consulenti a quello che sarà un atto irripetibile, all'esame che sarà eseguito dal perito incaricato dal pm Fabio Di Vizio. Ad essere stati raggiunti dall'informazione di garanzia sono i due presidenti dei rioni per i quali i due cavalli morti correvano: Marco Gasperini, 62 anni, del Grifone, e Alessandro Ieri, 51 anni, del Drago. Quindi, la polizia giudiziaria ha notificato gli avvisi ai fantini che montavano i cavalli al momento degli incidenti e ai "detentori" degli stessi, a coloro cioè alle cui cure erano stati affidati, a coloro che nei mesi precedenti alla gara li hanno seguiti ed allenati. Rispettivamente, Giacomo Cresci, 31 anni, cavaliere del Grifone, e Alessio Spinicci, 42 anni, cavaliere del Drago; e poi Claudio Bartoletti, 51 anni, capitano della squadra del Drago, e Luca Francesconi, 49 anni, responsabile della Giostra per il Grifone. Il fatto che soltanto questi sei siano stati raggiunti dall'informazione di garanzia non esclude che anche altre persone siano indagate, magari per altri aspetti dell'inchiesta non strettamente legati all'autopsia che sta per essere eseguita sui cavalli morti e che avrà fondamentalmente l'obiettivo di accertare eventuali responsabilità dal punto di vista del doping più che sulle altre cause che potrebbero aver determinato i fatali infortuni (come ad esempio l'idoneità delle condizioni della pista, oppure la decisione di far correre dei purosangue su un anello con le caratteristiche di quello allestito in piazza del Duomo). Domani mattina, l'incarico di eseguire l'autopsia sarà affidato dal pm al professor Rosario Fico, responsabile del Centro di referenza nazionale per la medicina forense veterinaria presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana. Oltre che ai sei indagati, la facoltà di prendere parte all'esame autoptico sarà data anche alle cosiddette parti offese, ai proprietari, cioè, dei due cavalli morti: Sara Bolognini, 32 anni, e Silvia Menichini, 50, entrambe attive nei due rioni coinvolti. Il reato che negli avvisi di garanzia è contestato ai sei indagati è quello di maltrattamento di animali, previsto e punito dall'articolo 544 ter del codice penale: "Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell'animale". L'attività investigativa è stata delegata dal pm alla sezione di polizia giudiziaria del Corpo forestale dello Stato. Massimo Donati