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di ANGELO ROMA Una bozza del dl "Sblocca Italia" che dovrebbe entrare in consiglio dei ministri la prossima settimana, prevede la nascita di quindici Autorità Portuali e logistiche di rilevanza europea. Di conseguenza si aprirebbero gli aggregamenti Palermo-Trapani, Genova-Savona, La Spezia-Marina di Carrara, Livorno-Piombino, Napoli-Salerno, Gioia Tauro, Cagliari-Olbia-Porto Torres, Augusta-Catania-Messina, Taranto, Bari-Brindisi, Ancona, Ravenna, Trieste-Monfalcone, Venezia-Chioggia, Civitavecchia-Fiumicino-Gaeta (istituita quale porto riferito all'area metropolitana di Roma capitale, e faccio notare, oltre a ciò, che è "operativamente" logico unire Marina di Carrara a La Spezia). Le autorità che includono due o più scali portuali "istituiscono la propria sede nello scalo principale; negli altri scali la gestione è assicurata da un direttore generale che gestisce le risorse finanziarie, coordina le risorse umane, cura l'attuazione delle direttive del Presidente e riferisce in merito al loro stato di attuazione". Con l'obiettivo di rendere più competitivi i servizi portuali e logistici, "possono fondersi con altre autorità o aggregarsi con porti appartenenti alla categoria III, e promuovere sinergie e forme di coordinamento anche con porti stranieri al fine d'attrarre nuovi traffici destinati ai corridoi europei". Ho letto attentamente lo studio ed analisi di Kpmg, per la cessione di quote della Porto di Livorno 2000 del 20 maggio 2014: sono convinto che tutte le polemiche che sono sorte dopo la pubblicazione, derivino dal fatto che non si è fatto bene notare che lo studio è stato fatto sul presente e con un'analisi fino al 2019. Altra cosa sarebbe stata con quello che dovrà essere, e pongo l'accento sul "dovrà" e con una concessione minima di venti anni. C'è anche un po' di Livorno circa la Concordia a Genova: i tavoli tecnici per l'arrivo nel porto ligure, sono stati coordinati dal livornese prefetto pro tempore, dottor Paolo D'Attilio, il quale ha convocato il comitato per l'ordine pubblico e la sicurezza con lo scopo di discutere l'arrivo del relitto a Genova. Mi faccio, inoltre, portavoce di un'esigenza che alcuni spedizionieri livornesi hanno fatto presente: nel nostro porto, da quando nel mese di maggio hanno "sciolto" il joint Hanjin/K-Line/Cosco/Yang Ming, non esiste più un servizio diretto in-out per/dall'Estremo Oriente (Far - East). Sono rimasti solo due servizi, che hanno l'enorme svantaggio di "trasbordare" parecchie volte. Con il feeder, non si è mai sicuri di quando il contenitore partirà o sbarcherà: questo è un altro handicap del Porto di Livorno! Poiché di questi tempi, in città, si sta parlando molto di problematiche portuali, inviterei istituzioni, importanti caricatori e primarie case di spedizioni a fare "azione comune" verso le compagnie di navigazione, al fine di rischedulare Livorno con un servizio diretto per il Far - East.