AMARANTO» MAICON, IL VOLTO NUOVO

di Fabrizio Pucci wLIVORNO Ha appena 21 anni, ma può essere già considerato un giocatore esperto della categoria. Curiosamente è nato il 10 marzo 1993 come Alfred Duncan che qui ha lasciato un buon ricordo. Non è ancora amaranto a tutti gli effetti, ma la trattativa per il suo approdo alla corte di Gautieri è in dirittura d'arrivo. Ma lui, Maicon da Silva Moreira, più semplicemente Maicon, si sente un giocatore del Livorno. Non a caso non si è presentato al ritiro della Reggina. Come Paulinho. Anche lui proviene dallo stato di Rio Grande. E infatti la sua prima squadra è stata la stessa di 'Paolo': la Juventude. Per lui anche un passaggio al Gremio e poi, in giovanissima età il volo intercontinentale per l'Italia. «Ero poco più che un ragazzo - dice - perché sbarcai nel vostro Paese all'età di 16 anni, nel 2009. All'inizio è stata dura, ma poi ce l'ho fatta. Praticamente sono italiano e non solo perché di passaporto sono comunitario». Grazie Bagnoli. Quel 'praticamente' pronunciato senza la 'c', alla livornese strappa un sorriso e genera una curiosità su quello spiccato accento toscano. Eppure lui da queste parti ha giocato solo per una breve parentesi nel Pontedera. Per il resto ha speso la sua avventura italiana sempre a Reggio Calabria. «Sì - conferma - perché fu il presidente Foti a notarmi e a strapparmi alla concorrenza. Una società che mi voleva? Ricordo che sulle mie tracce c'era il Chievo, ma la Reggina riuscì a spuntarla. So che mi cercavano anche alcune società portoghesi». Sì, ma non c'è ancora spiegazione a quell'accento toscano. Maicon sorride: «Come capita a molti calciatori giovani che arrivano in Italia, anch'io sono stato 'adottato' da una famiglia italiana. Mio 'padre adottivo' è Andrea Bagnoli che voi conoscete bene e che oltre ad essere un babbo è pure il mio procuratore». Già e infatti Maicon è già 'intossicato' dal Livorno perché in passato ha imparato a memoria le videocassette d'annata, quelle dei tempi in cui la Volpe Rossa indossava la maglia amaranto. Caratteristiche tattiche. Il ventunenne brasiliano parla volentieri del ruolo che predilige coprire. «Sono un esterno destro - dice - e sono in grado di coprire tutta la fascia». L'ideale per il modulo di Gautieri. Il ragazzo ha grinta, ma pure modestia: «Devo migliorare la fase difensiva. Ma se c'è da attaccare lo spazio con la mia velocità posso far male agli avversari. Gol? In effetti vedo la porta per cui posso anche segnare». 'Quasi' a Livorno. Manca la firma. E questo può essere un dettaglio o una montagna da scalare. Maicon è fiducioso: «Penso proprio che ci siamo anche se fino a quando non c'è nero su bianco non si può mai dire. Dei miei futuri nuovi compagni conosco Emerson con il quale ho giocato a Reggio Calabria e Luca Mazzoni. Non vedo l'ora di mettermi a disposizione del mister. Sono pronto per l'uso. Anche se sono giovane conosco la serie B e sono certo che il Livorno può dire la sua in questo campionato». Sogno amaranto. Si fa serio Maicon, quando parla del Livorno: «L'idea di giocare in una squadra con obiettivi importanti mi dà una carica pazzesca. E' arrivato il momento di dare la svolta alla mia carriera». Mercato: le trattative. Per un giocatore che sembra davvero vicino al Livorno ce ne sono altri che potrebbero svestire la prestigiosa casacca. Uno di questi è Bernardini sul quale ha messo gli occhi il Cagliari. In entrata il Livorno spinge forte sul centrocampista Moretti del Catania. Capitolo portieri: viene setacciato il mercato degli svincolati. Due nomi buoni sono quelli di Lamanna (Siena) e Bressan (Varese). Sono ancora calde le piste che portano agli esterni Surraco e Di Roberto.