Muore il figlio di Nicola travolto dal bus sotto casa

di Giulio Corsi wLIVORNO Racconta Emerson che un giorno Alessandro Nicola gli si avvicinò e gli disse: "Voglio diventare un giocatore come te". Sognava Alessandro, come tutti i ragazzini della sua età. Sognava, studiava, ballava e tifava Livorno. Il Livorno dei grandi allenato dal padre Davide e quello dei giovani, dei giovanissimi regionali che lui stesso per due anni aveva difeso con la maglia da terzino che si era portato come le cose care fino in Piemonte, ora che la parentesi amaranto del babbo si era esaurita. Ieri pomeriggio però un pullman è passato sui suoi sogni e sul suo futuro, li ha schiacciati, frantumati, spegnendo per sempre il sorriso di una famiglia serena, unita, innamorata. Davide Nicola lo ripeteva spesso agli amici più intimi che si era creato in città e che gli chiedevano come facesse a coniugare l'attenzione che dava ai quattro figli e quello scrupolo chirurgico che metteva nel suo lavoro di allenatore: "E' un cocktail magico, un puzzle perfetto, più figli ci sono, più viviamo sereni. Ma il segreto vero è mia moglie Laura". Non è un caso che la prima dedica, il primo pensiero quella notte indimenticabile del 2 giugno 2013 - sembra passata una vita e invece è appena un anno fa - fu per loro, per Laura e per Giulia, per Tommaso, per Daniel e per Alessandro. "Allenare è una piacevole ossessione - raccontò ai cronisti -. È la cosa più bella del mondo dopo la mia famiglia, mia moglie e i miei 4 figli". Alessandro era il secondogenito della dinastia Nicola. E come il padre, come i suoi fratelli, era riuscito ad integrarsi in città con una facilità unica, sorprendente. La scelta di Davide Nicola d'altra parte era stata chiara fin dal giorno del suo arrivo a Livorno, una filosofia trasferita alla famiglia come una regola di vita: "Non puoi allenare una città che non conosci - ripeteva spesso -. Per quanto possibile ci devi entrare dentro, ascoltando cosa pensa la gente e cosa si attende". E' per questo che anziché lasciare moglie e figli a Brescia dove i Nicola abitavano dopo l'esperienza nel Lumezzane e insabbiarsi in un residence di Tirrenia come tanti suoi predecessori, aveva scelto di prender casa tra Antignano e Montenero Basso, in cima a via delle Pianacce. E di trasferire l'intera famiglia lì. Giulia, classe 1999, ha frequentato l'anno scorso la prima liceo a indirizzo artistico del Cecioni, Tommaso e Daniel, i più piccoli iscritti alle elementari Carducci alla Rosa, Alessandro, 14 anni da compiere il 3 ottobre, alle medie di Banditella. Una famiglia ormai livornese, tanto che quando a gennaio Davide Nicola è stato esonerato, non ha avuto dubbi nel rinviare il trasloco, per permettere ai figli di terminare l'anno scolastico e perché no, continuare a vivere le proprie amicizie e le proprie passioni in riva al mare, Giulia l'atletica leggera dov'era tesserata per l'Atletica Livorno, Alessandro il Livorno Calcio e la squadra dei giovanissimi regionali. L'ultimo a finire la scuola quest'anno era stato proprio lui. Tre settimane fa aveva sostenuto gli esami di licenza media. Il giorno dopo, la famiglia Nicola aveva inforcato l'autostrada in direzione Vigone, pochi chilometri da Torino. Lì abitano i genitori, gli zii, i parenti dell'ex allenatore del Livorno e lì lo stesso Nicola è cresciuto. Da sempre, per lui, per la moglie Laura e per i bambini, passare l'estate nella campagna piemontese era diventato un rito, una piacevole abitudine tra pallone e aria buona. Tanto che quattro anni fa Nicola aveva fondato la Vicus 2010, società di calcio giovanile per la quale ogni estate teneva gratuitamente un camp dedicato ai ragazzini al quale partecipavano in prima fila anche Alessandro, Tommaso e Daniel. Ieri Alessandro Nicola stava tornando a casa sulla sua mountain bike nera quando è finito sotto un autobus di linea della Sadem, la compagnia di trasporti della zona. La bici è scivolata tra le ruote davanti e quelle posteriori gemellate del pullman, che l'hanno schiacciato. Inutili i soccorsi e i tentativi di rianimarlo da parte dei medici del 118. Erano circa le 18. Pochi minuti dopo, sul posto è arrivato il padre Davide. E poi la zia. Il nonno Guido e la nonna. Davanti a loro il lenzuolo bianco appena macchiato di sangue, che copriva il corpo del ragazzo. L'incidente è avvenuto in via Torino, strada centrale e strettissima di Vigone, a doppio senso di marcia. Secondo una prima ricostruzione Alessandro avrebbe percorso un tratto sul marciapiede, protetto da una serie di pilastri con catene. Poi sarebbe sceso all'altezza di un passo carrabile, proprio mentre stava transitando il bus. L'urto col pullman lo avrebbe fatto cadere e scivolare, fino a risucchiarlo tra le ruote anteriori e quelle posteriori. L'autista si è immediatamente accorto dell'accaduto e ha fermato il mezzo una decina di metri dopo l'impatto. I carabinieri lo hanno sottoposto a esame tossicologico, mentre il corpo di Alessandro veniva trasportato al cimitero del paese. @giucorsi ©RIPRODUZIONE RISERVATA