È una grande Colombia L'Uruguay va a casa

di Alessandro Bernini wINVIATO A RIO DE JANEIRO Gli insopportabili vanno a casa. In 11 contro 11 e senza morsi, passa la squadra più forte, ovvero la Colombia. Ora magari ci verranno a dire che è colpa della Fifa, che è una congiura contro di loro, che James Rodriguez non poteva tirare così forte e che il gol è solo colpa di Photoshop. Ma intanto vanno a casa come (giustamente) c'era andata anche l'Italia. Il tutto mentre il mondo scopre questo gioiello della Colombia col numero 10: due gol ieri, già cinque totali, e il Monaco che si lecca i baffi mentre Real, Barcellona e Manchester United si sfidano a colpi di decine di milioni di euro. Celesti e azzurri. La domanda vi sarà sorta spontanea: ma l'Italia cosa poteva fare in questo ottavo di finale? Non fatevi attanagliare dalla nostalgia, perché al 90% saremmo finiti fuori per due ragioni: 1) i ritmi della Colombia e la loro capacità di saltare l'uomo ci avrebbero sfiancati, perché questi rispetto al Costa Rica sono degli alieni. 2) l'Uruguay ha perso ma non ha giocato male, è rimasta compatto, ha reagito dopo il gol di James Rodriguez, nel complesso pur senza grandi lampi è apparso superiore rispetto all'Italia vista qui in Brasile. Le barricate di Tabarez. Già, l'Uruguay e l'Italia. Contro Prandelli, il maestro Tabarez aveva giocato chiuso, con Cavani a fare il centrocampista e sempre almeno nove uomini dietro la linea della palla. E doveva vincere a ogni costo. Cosa vi aspettavate contro la Colombia? Stesso atteggiamento, con la piccola (si fa per dire…) differenza che là davanti c'era un Forlan piantato come i pali dei semafori e non Suarez, cosìcché le poche ripartenze si impantavano sulla trequarti. La perla bianca. I tre falli nei primi tre minuti di Alvaro Pereira su Cuadrado sono stati il flash sintomatico della partita che ci aspettava. Con le buone o con le cattive l'Uruguay doveva impedire alla Colombia di superare il limite di velocità, e per un po' l'ha anche fatto discretamente. Tanto che Pekerman ha iniziato a muovere le pedine sulla scacchiera, invertendo Cuadrado e Rodriguez. Tutto come da copione fino al 28' quando è arrivato il colpo di genio, la giocata del campione: testa di Aguilar per James Rodriguez che, spalle alla porta dal limite dell'area, stoppa di testa, si gira in un amen e impallina Muslera con un siluro di sinistro sotto la traversa. Un gol stratosferico. Manuale del calcio. La reazione dell'Uruguay? Discreta, più di cuore che di tecnica ma almeno c'ha provato. Affondando però subito a inizio ripresa sul secondo colpo letale di James Rodriguez, stavolta dopo azione da leccarsi i baffi: cross dalla sinistra di Armero, sponda di testa di Cuadrado e zampata dell'hombre del partido. La partita in pratica è finita lì, l'Uruguay ha provato a mettere dentro tre punte ma è stato tutto inutile. Cavani e Yepes. Va avanti dunque una Colombia che piace, che ti regala il gusto di vedere una partita di calcio. Brillante davanti ma anche tatticamente quadrata, con Armero e Zuniga che in nazionale sanno pure fare le diagonali difensive. In difesa sono bastati Yepes e Zapata per ridurre ai minimi storici un Cavani apparso giù fisicamente e anche un po' intristito. Forse gli mancava Suarez. Che da casa si sarà mangiato le mani, forse un braccio, speriamo non la spalla della moglie. ©RIPRODUZIONE RISERVATA