Architetti già al lavoro alla sala Eden

di Maurizio Bernardini wGROSSETO Dopo tutto questo tempo come saranno ridotti gli interni dell'Eden? Eccola la domanda che di tanto in tanto torna sulla bocca di chi quella storica balera ce l'ha ancora nel cuore. Noi de Il Tirreno una sbirciatina al locale l'abbiamo data. Sporcizia, vetri infranti e robaccia gettata qua e là: la sala è il pallido ricordo di quel che è stata per sessant'anni. Ma sta per rinascere. È tutto un via vai di architetti, periti, geometri e operai: tra pochi giorni sarà area di cantiere. La Capital Communication, società viareggina che si è aggiudicata la gestione della sala fino al 2023, fa sul serio. Dopo due anni di buio l'Eden vede un barlume di luce. Pure ieri una quindicina di tecnici si sono dati da fare: c'è da capire cosa può essere utile al rilancio della struttura. A muoversi in quel salone con qualche scartoffia in mano c'è il designer Fabio Madiai, famoso soprattutto per aver curato le linee della Bussola. Ci sono pure gli architetti Francesco Mangani e Luana Barbato, affiancati dal geometra Roberto Steccati. «La nuova Eden – spiega Mangani - avrà quattro pedane con scalini e divanetti. Alcune di queste saranno mobili, caratteristica che darà al locale una polivalenza fuori dal comune». Gli allestimenti, tutti di pregevole fattura, saranno al centro della sala, come a creare un anfiteatro. «L'atmosfera – gongola la Barbato – sarà avvolgente». Al posto del vecchio palcoscenico spunterà un maxi bar, «Sarà la prima cosa a saltare agli occhi di chi entrerà nella sala, un luogo scenografico» assicurano dal gruppo di lavoro. Dietro il bar troveranno spazio i servizi per l'attività come la cucina e le caldaie. Mentre al piano superiore sono previsti alcuni uffici. Ma non è finita qui. Nel progetto figurano altre due strutture dedicate a alimenti e bevande: arriveranno alla sinistra dell'attuale porta d'ingresso. Lì accanto sarà allargata la parte esterna e d'estate potrà essere aperta al pubblico. Nel rilancio dell'Eden troverà grande spazio la Maremma. E a differenza di quanto si può credere non è cosa ovvia. «La priorità - assicura l'architetto Mangani - è quella di lavorare con fornitori del posto. E per gli allestimenti abbiamo scelto di utilizzare tutte materiali e colori che ricordino la Maremma, ne esaltino la natura, la bellezza». Questo il futuro della storica balera, che balera non sarà più ma che preserverà il carattere romantico. L'Eden del futuro sarà un locale a più facce: arricchito, al passo con i tempi. Ma con il cuore d'una volta. Una realtà utile, così come indicato dal bando indetto dal Comune, a più funzioni (musica, teatro, convegni, e altro). Potrà ospitare poco meno di 900 persone in contemporanea, il che vuol dire circa 2mila a sera. Meno di cento giorni, poi sarà ancora una volta sala Eden. E la speranza è quella che duri per altri sessant'anni.