Lo strazio dei genitori davanti al figlio morto

PISA Viveva da anni in Svizzera, ma non aveva mai dimenticato la sua città dove tornava quando gli impegni di lavoro glielo consentivano. Antonio Bertini, il manager finanziario deceduto a 49 anni sabato mattina in provincia di Reggio Emilia, era figlio unico e i suoi genitori, Valerio, ex funzionario comunale e Graziella Bottai, professoressa di matematica in pensione, risiedono in via Pisano nel quartiere di Porta a Lucca. Sabato pomeriggio sono partiti per l'Emilia. Ieri mattina sono stati chiamati a un obbligo straziante, quello del riconoscimento del corpo del loro figlio. Dovranno poi seguire le fasi dell'autopsia (sarà decisa stamani) e della riconsegna della salma per il funerale, la cui data ancora non è stata stabilita. Bertini verrà, comunque, seppellito nel cimitero di via Pietrasantina. Il manager ha trovato la morte nel dirupo uscendo da un tornante alla guida della sua Jaguar Marcos 1800 Gt del 1965, un'auto storica sulla quale stava affrontando una tappa trasferimento in attesa della gara "Modena Cento Ore Classic", kermesse internazionale di velocità e regolarità. Il suo compagno di avventura, l'inglese Alan Cunnington, è rimasto illeso riuscendo a uscire da solo dall'abitacolo con il corpo senza vita dell'amico che, stando ai primi riscontri della polizia stradale, non aveva le cinture di sicurezza. L'auto, che prima si è impuntata sul terreno, è poi andata a sbattere con la cappotta contro un albero. Un impatto violentissimo, avvenuto sulla parte destra, dove sedeva il pilota. È stata una dottoressa che stava passando in bici ad accorgersi della macchina finita nel burrone. Diplomato al liceo scientifico Dini e poi in economia e commercio a Pisa con il massimo dei voti, Bertini, un matrimonio alle spalle, tre figli e una nuova compagna, aveva lavorato per alcune banche, anche all'estero, mettendo a frutto la sua professionalità nell'ambito finanziario. «Una persona solare, uno sportivo con mille passioni – lo ricorda un'amica –. Gli piacevano le auto storiche e la barca a vela, ma in generale era una di quelle persone con tanti interessi piacevole da frequentare». Le estati al bagno Lido di Tirrenia riempiono l'album di ricordi giovanili. Quando poteva tornava a Pisa dai genitori e per incontrare gli amici di un tempo con i quali le frequentazioni si erano diradate, ma non svanite. E in tanti tra sabato e domenica sono rimasti senza parole per la tragedia. Viveva per lavoro nel cantone dei Grigioni, a Santa Maria in Calanca, ma da poco Antonio aveva comprato casa sul lago di Como. Pisa e l'Italia erano ancora nel suo cuore. Come la passione per le auto storiche, da coltivare nel tempo libero, che se l'è portato via per sempre. Pietro Barghigiani ©RIPRODUZIONE RISERVATA