Gaffe a 5 Stelle contro il "grano saraceno"

«Ma perché la pasta italiana deve essere fatta con il grano saraceno? Difendiamo il made in Italy!». In tanti sul web ironizzano sull'infortunio dei deputati del M5S che in una proposta di legge del luglio 2013 si erano schierati a favore del made in Italy, denunciando la contraffazione dei prodotti agroalimentari e scagliandosi anche contro «l'importazione di grano saraceno» per produrre pasta italiana. Peccato che il grano saraceno (nome scientifico Polygonum fagopyrum) è da secoli ampiamente coltivato in Italia, dove si usa per produrre specialità come la polenta taragna o i pizzoccheri della Valtellina. Il primo firmatario della proposta di legge, Filippo Gallinella, si giustifica: si tratta di un refuso, voleva dire «grano straniero e non grano saraceno». Ma la spiegazione non è sufficiente per evitare l'ironia della rete, dove fioccano le prese in giro dei Cinquestelle e si propone anche lo stop alla produzione dell'insalata russa e del pan di spagna, della gomma arabica e persino del fico d'india: «Dovremmo boicottarlo in onore ai marò», scrive un utente su Twitter. Mentre Andrea Castelluccia sintetizza la questione: «Bene, allora mettiamo i dazi contro la Saracenia..». Poi c'è chi paventa la messa al bando della crema catalana, delle saune finlandesi e delle polpettine svedesi dell'Ikea.