Le grandi opere di Zavattari esposte da Momus

LUCCA Dopo l'evento "'Ubiqua" dell'ottobre 2013 che ha toccato anche Lucca fra le sue sei tappe internazionali, Francesco Zavattari torna a esporre nella propria città attraverso un'ampia serie inedita dal titolo "Universo Instabile". Trentadue opere in totale: sedici tele (alcune di grandi dimensioni) e sedici tavole inchiostrate per una mostra che, già concepita per essere replicata in diverse location italiane ed estere, esordirà in un contesto di grande prestigio. Lo studio Momus (in via delle Conce 10) degli architetti Paolo Bertoncini Sabatini e Paola Sausa ospiterà infatti il lavoro di Zavattari fra il 10 maggio e il 7 giugno. Si tratta di uno spazio polivalente in cui si intrecciano architettura, design e fotografia: un ambiente industrial di grande suggestione, egregiamente recuperato dai locali di una vecchia officina proprio a ridosso degli spalti murari interni. Un luogo poco affine ai consueti ambiti espositivi lucchesi, proprio per questo adattissimo a presentare il nuovo lavoro di un artista che dell'innovazione e della continua evoluzione ha da sempre cercato di fare la propria cifra. Una mostra d'arte intrisa di architettura, non solo per lo studio in cui esordisce, ma anche e soprattutto per quanto riguarda il suo curatore, l'architetto e professore Roberto Giorgetti, da anni vicino all'opera di Zavattari con cui collabora per molteplici progetti relativi al design e all'ambito educativo. Nonostante questo prolungato rapporto, tuttavia, è la prima volta che Giorgetti cura un'esposizione dell'artista lucchese. "Universo Instabile" racconta di cieli stellati che si tuffano sulla terra, galassie che si intrecciano, satelliti che sfiorano navi spaziali e pianeti che collidono in enormi spazi caotici pur silenziosi. Abitate da piccoli astronauti che, fra gli altri, caratterizzano fin dall'inizio l'opera di Francesco Zavattari, le profondità disegnate appaiono come una precisa allegoria dell'animo umano.