AZIENDE AL FEMMINILE»LE STORIE

di Luciano Donzella Quelle che arrivano da lontano, scoprono il fascino della "Toscanashire", e un po' per gioco, un po' per amore si fermano. E magari restano tutta la vita. Il cocktail fra le potenzialità della terra di Toscana e le capacità imprenditoriali delle donne che arrivano da Paesi lontani è esplosivo. Il rapporto preparato dalla Coldiretti non lascia dubbi: in Toscana un'impresa agricola straniera su due è rosa. Sono 1.030 le aziende agricole guidate da imprenditrici "non italiane" che attraverso l'agricoltura ed il lavoro nelle campagne si sono costruite un percorso di integrazione, parità sociale ed indipendenza economica riuscendo a far coincidere i tempi della vita con quelli del lavoro. Ad accomunare le loro storie, il viaggio verso un Paese diverso, a volte anche molto lontano, il desiderio di ricominciare una vita nuova senza però dimenticare "le radici", l'elemento forse più prezioso che rende l'agricoltura toscana tra le più multietniche, originali ed aperte. A fianco di un Made in Tuscany che passa in mani straniere lasciando solo le braccia in Toscana mentre mente, cuore e cassaforte stanno altrove, c'è un Made in Tuscany che viene da lontano e che contribuisce al primato del nostro agroalimentare. Le donne guidano quasi la metà (43%) delle imprese agricole straniere attive nella nostra regione dove nel complesso le imprese femminili iscritte ai registri camerali nel settore agricoltura e pesca rappresentano il 32,6% del totale di tutti i settori. In pratica 1 impresa su 3 opera nel settore primario. Sono concentrate tra Firenze (29%), Siena (19,7%) e Grosseto (16%) il maggior numero di questa tipologia di profilo aziendale. A dirlo è Donne Impresa Toscana sulla base dell'analisi del rapporto Inea-Infocamere in occasione di "L'agricoltura delle Pari Opportunità" che si è tenuta a Palazzo Vecchio, a Firenze (info su www.toscana.coldiretti.it). Così oggi la campagna toscana è piena di belle storie di donne che hanno lasciato il Paese di origine per vivere in campagna. Vediamone qualcuna, nel racconto delle protagoniste. Ecco come e perché 9 donne arrivate da Paesi lontani hanno deciso di integrarsi, crescere e costruirsi una vita in Toscana. SABINE KLOSS DALLA BANCA TEDESCA ALL'AGRITURISMO C'era ancora il muro quando Sabine Kloss è arrivata in Italia. Era stata appena assuntada una banca nella sua città natale, Erfurt, nella Germania dell'Est, prima di mollare tutto e scoprire che l'amore con quello che è oggi suo marito, gli avrebbe aperto le porte della campagna toscana. «Oggi mi sento reggellese – confida – e non tornerei indietro. Suono nell'orchestra e organizzo molte iniziative». Prima dell'agricoltura Sabine non aveva mai avuto ne a che fare con galline, ne tanto meno con l'olio, se non a tavola, non aveva mai lavorato in una vigna o zappato un orto. In Italia, invece, ho raccolto l'uva durante il periodo della vendemmia e lavorato in diverse fattorie». La svolta quando col marito affittano un piccolo terreno con annesso casolare che poi diventerà quella che è oggi l'azienda agrituristica il "Molino Vecchio di Carraia" frequentata da moltissimi turisti stranieri. L'azienda agrituristica produce un ottimo olio extravergine di oliva dalle 1.200 piante del podere. JOHANNA BUCHELI GLI OLII ESSENZIALI DELLA COLOMBIANA A Firenze era arrivata per frequentare un master. Non se ne è più andata. Laureata in Lettere, Johanna Bucheli sta creando la sua azienda ed i suoi prodotti seguendo il principio della spontaneità. Nata a Bogotà, in Colombia, vicino ad una fattoria dove ha vissuto la sua infanzia scorrazzando tra gli animali dell'aia, a Sesto Fiorentino è partito il suo percorso "contadino". Insieme all'olio di oliva Igp biologico che presto porterà anche in America, ha iniziato ad appassionarsi per necessità agli olii essenziali, in particolare all'oleolito di calendula, un rimedio naturale per bruciature, scottature, eczemi, punture d'insetti. Autodidatta, curiosa e vulcanica, Johanna manda avanti la famiglia - un marito e due figli - e gestisce con entusiasmo contagioso l'azienda. JACQUELINE A. DE LUCENA L'INFERMIERA, LE API E IL MIELE DOP CARIOCA Dalle corsie dell'ospedale al miele Dop della Lunigiana. Jacqueline Araujo De Lucena, 38 anni, brasiliana di Recife, prima di scoprire la Lunigiana, e poi le api, ha lavorato come infermiera nel reparto di Medicina dell'ospedale della sua città. L'Italia è sempre stata nei suoi sogni, fin da bambina. Passare da una città di mare al freddo invernale del piccolo paesino di 300 anime a Fornoli di Villafranca, dove vive, non è stato facile. A frenare il suo entusiasmo l'impossibilità di esercitare la sua professione nei nostri ospedali. Nel 2006 conosce il marito; insieme si appassionano alle api. Partono con 60 arnie, oggi ne hanno 310 e producono uno splendido miele Dop della Lunigiana biologico. «Le api mi hanno insegnato tanto ed hanno riscattato le delusioni. Il lavoro ha facilitato la mia integrazione. L'Italia mia ha dato tanto». ALISON GRACE IL VEGETAL DESIGN UNISCE IL DEVON E FIVIZZANO Alison Grace Martin, dal Devonshire, impiega il bambù, che cresce rigoglioso e spontaneo nel suo mezzo ettaro sulle colline di Fivizzano, in Lunigiana, per trasformarlo in vere e proprie opere d'arte, oggetti sostenibili e flessibili che rispettano l'ambiente. Realizza, con le sue mani, gazebo sferici , pollai "ecologici", contenitori originalissimi per il compost. Alison dopo un lungo giro tra California e Milano ha messo radici in Lunigiana dove ha acquistato con il marito un piccolo rudere con cinque ettari. Hanno un orto, un pollaio e sono alla ricerca dell'autosufficienza come stile di vita. WANNA INSREE LA FATA DELLE ORCHIDEE THAI ORA PRODUCE ORTAGGI Wanna Insree produceva orchidee in Thailandia, prima di arrivare in Italia per dedicarsi agli ortaggi. Da tre anni in Italia, Wanna vive tra Lucca e Pistoia. Cambia Paese ma non la voglia di fare l'imprenditrice agricola. In Italia però decide di non puntare sui fiori, uno dei prodotti principali del polo pesciatino e lucchese, ma sugli ortaggi. Compra 10 ettari di terreno e li coltiva con ortaggi di stagione. Poi con Campagna Amica, la rete dei mercati, incontrare ogni giorno il consumatore, è facile. MARIA CRISTINE DIAZ UN CHIANTI ALLA PICASSO DOPO TANTO JET-SET Dalla Spagna al Chianti senese con la musica ed il vino nel cuore. La storia di Maria Cristine Diaz, spagnola di Salamanca, si intreccia con la vita del marito, Léo Ferré, celebre cantautore con cui, già nel ‘69, aveva deciso di condividere la passione per il buon vino ed il buon cibo. Un cambio radicale, dal jet set francese alla tranquilla campagna toscana. La perfetta simbiosi con i suoi vigneti ed i suoi olivi a Castellina in Chianti, in tutto 35 ettari, gli regala un eccellente produzione di Chianti Classico e Chianti Classico Riserva, Igt Toscano e dell'ottimo olio Dop Chianti. L'azienda "San Donatino" è anche agriturismo. RASA LUKSTAITE LITUANIA-MAREMMA CON I FIORI SELVATICI E' stata la "grande bellezza" che ha spinto Rasa Lukstaite ad abbandonare la sua Lituania, per trasferirsi, dopo una laurea in Storia dell'Arte conseguita a Parigi e un corso di Italiano all'Università per stranieri di Perugia. E nel contesto suggestivo del Monte Labro (in provincia di Grosseto) si è messa a coltivare, oltre ad un marito e un paio di bambini, piante e fiori officinali. «Mi innamorai - racconta Rasa - di un terreno abbandonato da oltre quarant'anni: tre ettari e mezzo ricoperti di biancospino e rosa canina, che comperai e misi subito in produzione». Così è nata l'azienda "Antichi Rimedi", che dal Duemila produce essenze officinali, aromi da cucina, tisane, oleoliti, unguenti, tinture madri ed oli essenziali. HERTA FREIIN VON STEGEL GLI ASINI DELL'AUSTRIACA AIUTANO I BAMBINI La Terra dei Ciuchi? Si trova a Campiglia Marittima,e più precisamente a Cafaggio. Si chiama così l'azienda agricola di Herta Freiin Von Stegel, austriaca di Salisburgo, ex architetto per un importante studio di Norimberga prima di decidere di "mollare tutto", "cambiare rotta" e fare "il salto nell'acqua fredda" come ricorda orgogliosamente. Sulle colline di Cafaggio c'erano rovi, boscaglia ed un piccolo rudere in disgrazia. E' lì che tutto è iniziato. Insieme al marito, 33 anni fa, avevano capito che il futuro sarebbe stato in Toscana tra asini, vino e natura. La sua azienda ruota oggi attorno alle passeggiate in sella agli asini, sei, che accompagnano le giornate dei suoi ospiti, soprattutto bambini. KERSTEN HESSAUN OLIO E VINO PER LA REGINA DELLE COLLINE Dalla capitale finanziaria dell'Unione Europea, Francoforte, alla quieta di Ponsacco. Il passaggio dalla grande città al piccolo paese toscano per Kersten Hessaun è coinciso con una scelta di vita che inaspettatamente gli ha permesso di mettere a frutto il percorso di studio e la sua predisposizione alle relazioni esterne. Ex dipendente per un'agenzia di traduzioni, Kersten era a digiuno di campagna e agricoltura prima di arrivare a Pisa e diventare socia dell'agriturismo "Podere Spazzavento". Lì, su quelle colline, è riuscita ben presto a potenziare la presenza dei turisti tedeschi. Insieme al marito produce olio e vino, e alleva dei simpatici asini.