La Fontana chiude con una caduta

SOCHI Tre medaglie possono bastare, ma chiudere con i pattini all'aria non era certo il finale sognato. Arianna Fontana se ne va da Sochi da regina, non solo dello short track: i suoi tre podi (un argento e due bronzi) pesano tanto nel medagliere italiano. L'atto conclusivo della sua terza Olimpiade però è storto, come le sue lame sul ghiaccio: i 1000 metri sono un singhiozzo, e la corsa alla finale si conclude ai quarti, in curva, con le gambe lunghe e le altre a sfrecciare via. La cinese Fan Kexin la spinge, allarga la gamba: ma per i giudici è stata l'azzurra a chiuderla troppo. Penalizzata. La solita roulette dello short track in cui restare in piedi è sempre un miracolo. «Chiudere con una squalifica e una caduta non è il massimo - dice - meno male che era l'ultima gara, altrimenti sarei furibonda». Già perché nemmeno a lei la dinamica è apparsa troppo chiara: «La cinese ha provato l'interno - racconta - io un po' l'ho chiusa, lei mi ha spinto e sono finita per terra: ho visto il replay, la spinta c'è stata. Ma i giudici hanno deciso diversamente. Peccato perché anche qui potevo fare bene: nella tappa di Coppa del mondo avevo vinto, avrei voluto giocarmi il poker...». Non perde il sorriso, la biondina dei pattini: del resto lo ammette «non avrei mai immaginato di fare Olimpiadi così». Belle, come quelle di Carolina Kostner, storico bronzo del pattinaggio. «La meritava davvero, mi aveva chiesto se poteva vedere la mia medaglia - racconta la Fontana - dopo la sua gara le ho scritto che ora non ne aveva più bisogno, aveva la sua». Adesso per Arianna resta la cerimonia di chiusura in cui rappresenterà l'Italia portando la bandiera e poi c'è da pensare al futuro, prossimo step le nozze con Anthony Lobello: «Faremo una festa in America per tutti quelli che non potranno venire, mi aspettano duecento persone: non ne esco viva...» sorride. Quanto al futuro agonistico ancora c'è da fare chiarezza: «Gli allenatori sono solo un aspetto, ci sono tante altre cose da chiarire - aggiunge - e anche da quello che decido dipende ad esempio se compreremo o no casa con Anthony. Se continuo a pattinare non ha senso, sono sempre in giro». Di questi Giochi che lascia da regina ricorderà tutto, ogni singolo momento: i 500 metri, la caduta, la rincorsa all'argento che avrebbe voluto fosse ore. E ancora il bronzo in staffetta, e i 1500, non erano la sua gara l'hanno portata sul podio: «La mia più grande soddisfazione qui. Avrei preferito diversamente, ma va bene così».