Il Colle: nessun complotto su Berlusconi

di Maria Berlinguer wROMA L'ultimo governo Berlusconi è caduto per un complotto del Quirinale? «Si tratta di fumo, solo fumo». Giorgio Napolitano respinge in una lettera inviata al direttore Ferruccio De Bortoli la ricostruzione del libro di Alan Friedman pubblicata ieri dal Corriere della Sera secondo la quale il capo dello Stato avrebbe lavorato per sostituire il Cavaliere a Palazzo Chigi con Mario Monti ben prima delle dimissioni di Berlusconi del novembre del 2011, quando lo spread era schizzato a 575 punti e l'Italia era sul punto della bancarotta. Le rivelazioni di Friedman sono subito cavalcate da Forza Italia e dai grillini che fanno asse contro il Quirinale. Il partito del Cavaliere con Minzolini arriva anche a ipotizzare di votare l'impeachment per Napolitano chiesto dai Cinque Stelle che proprio oggi dovrebbe essere all'esame del comitato parlamentare. A conforto della tesi complottista cara da sempre all'immaginario forzista, Freedman cita il contenuto dei diversi colloqui avvenuti tra Monti e Napolitano ricostruiti secondo le testimonianze di Carlo De Benedetti e Romano Prodi, entrambi amici del professore. Sia De Benedetti che l'ex premier rivelano di essere stati consultati da Monti per avere un consiglio decisivo: ovvero se accettare o meno, qualora gli fosse stato proposto, di andare a Palazzo Chigi. «Sì ho avuto segnali da Napolitano già nel giugno del 2011, mi aveva fatto capire che in caso di necessità dovevo essere disponibile ma è assurdo considerare anomalo che un presidente della Repubblica si assicuri un'alternativa in caso di necessità» dice al Tg1 Monti. Nessuno scandalo, dunque per il Professore? Ovviamente non la pensa così Forza Italia che attacca a testa bassa il Quirinale, rilanciando la tesi del complotto internazionale per cacciare Berlusconi. «Tutti dovrebbero ricordare circa i fatti reali che costituiscono la sostanza delle storia di un anno tormentato, l'interpretazione che si pretende di darne in termini di complotto è fumo, soltanto fumo», avverte però Napolitano respingendo con forza tutte le interpretazioni che lo dipingono come il regista occulto della fine del governo Berlusconi. Un governo, per la cronaca, che finì con le dimissioni formali del premier. In una giornata ad alta tensione e dove nei palazzi della politica il gioco è quello di capire cosa si nasconda dietro la posticipata rivelazione - la corsa al dopo Napolitano? La vendetta di diverse personalità contro il Colle? - a difendere il capo dello Stato scendono in campo sia Enrico Letta che Matteo Renzi. Il premier in una dura nota punta il dito «sulla contemporaneità di queste insinuazioni con il tentativo da parte del M5S di delegittimare il ruolo di garanzia della presidenza della Repubblica». «A questi attacchi si deve reagire con fermezza», avverte Letta. Il segretario del Pd invece bolla come «inaccettabile l'attacco di queste ore contro il presidente Napolitano» che, assicura Renzi, «agì nell'interesse esclusivo degli italiani». ©RIPRODUZIONE RISERVATA