Il virtuoso dell'arpa jazz e la Luna vista da Etta Scollo

di Guido Siliotto Comincia bene l'anno con un'accoppiata di dischi caldamente consigliati. Nasce come omaggio a Vincenzo Consolo il nuovo lavoro discografico di Etta Scollo, che si intitola "Lunasia" ed è pubblicato da Sonzogno. Trae infatti linfa dall'omonimo racconto del celebre autore siciliano, recentemente scomparso, ma non si tratta di un semplice tributo post mortem, giacchè la cantante catanese aveva incontrato a suo tempo Consolo e tra i due era nato una particolare complicità, animata dal desiderio di sviluppare proprio le potenzialità musicali di questa novella - ispirata a "Lo spavento notturno" di Giacomo Leopardi e "Le esequie della Luna" di Lucio Piccolo – che racconta del sogno premonitore del vicerè dell'isola, il quale una notte vede la Luna cadere all'orizzonte. L'operazione ovviamente non era per nulla facile, ma la Scollo s'è circondata di musicisti di prim'ordine come Susanne Paul (violoncello), Fabio Tricomi (chitarra, mandolino e tamburello) e Sebastiano Scollo (tiorba e voce), ma anche alcuni ospiti speciali fra i quali spicca Giovanni Sollima, autore delle musiche in due brani. Le registrazioni sono avvenute nella casa milanese di Consolo, con la benedizione della moglie Caterina. Un lavoro davvero pregevole, capace di ricreare le atmosfere del racconto attraverso sonorità che raccolgono la tradizione popolare in un raffinato lavoro di tessiture. Pregevole anche la parte grafica del cd, affidata a Federica Parolini. Un altro disco che sarebbe davvero un peccato passasse inosservato è il nuovo lavoro di Park Stickney, noto per essere un virtuoso dell'arpa e, soprattutto, per avere osato introdurre questo insolito strumento nel jazz. Un'operazione che lo vede impegnato ormai da molti anni e con risultati davvero egregi e "Who is.. The Lion, The Wolf and The Donkey?" (Incipit) ne conferma tutta la straordinaria bravura. Coadiuvato da altri due musicisti d'eccezione come Dino Contenti al contrabbasso e Gigi Biolcati alla batteria, il newyorkese propone con questa particolare formazione un paio di brani originali e affronta alcuni classici jazz ("Nardis" di Miles Davis, ma anche "Think Of One" di Thelonious Monk e "Time Remembered" e "Remembering The Rain" di Bill Evans), oltre a una melodia tratta dal cinema, la colonna sonora di "Amarcord" firmata da Nino Rota, e persino un brano rock, ma rifatto anch'esso in maniera assai personale, "Hotel California" degli Eagles.