Lo «ius soli» del ring Anche gli stranieri ai campionati tricolori

LONDRA Uno sport di grande tradizione, anche se in Italia non più sempre all'altezza nel settore professionistico, apre a quello «ius soli» di cui tanto si parla a livello politico e di altri settori della vita italiana. Lo annuncia il presidente della Fpi, Alberto Brasca, che parla delle innovazioni che saranno adottate dal mondo del pugilato «La prima è l'adozione del cosiddetto ius soli sportivo per gli atleti stranieri tesserati con le nostre società - spiega il presidente della federboxe -. Da quest'anno potranno partecipare anche ai campionati italiani di tutte le categorie, quindi assoluti e giovanili, anche gli stranieri che risiedono nel nostro paese. Schoolboy, Junior, Youth, Elite: tutte queste competizioni per i vari titoli saranno senza limiti per gli atleti nati in Italia e, con un minimo di anzianità di tesseramento, per gli atleti stranieri che in Italia sono solo residenti».